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    Archived pages: 6 . Archive date: 2014-10.

  • Title: HOME - Casa Famiglia La Crisalide
    Descriptive info: .. La Casa Famiglia, accoglie.. minori che hanno subito.. , all’interno della propria famiglia d’origine, gravi.. maltrattamenti fisici.. o.. psicologici.. ,.. sevizie.. o che sono stati.. abusati sessualmente.. I nostri ragazzi hanno trovato il.. coraggio di denunciare.. , di raccontare le loro storie e noi, come adulti responsabili, abbiamo il dovere di rispondere con altrettanto coraggio, per dare loro la possibilità di.. diventare adulti consapevoli e coraggiosi.. La vita all’interno della nostra Comunità si svolge come in qualsiasi casa:.. c’è la scuola, i compiti, la palestra,.. i boy scout, le gite,  ...   la propria casa.. !.. Il Comune di Napoli, da cui dipendiamo economicamente, è in arretrato nel pagamento delle rette per ciascun bambino da oltre 34 mesi.. In questo momento abbiamo bisogno di coprire almeno le spese vive che si ripresentano ogni giorno e ogni mese.. Tra fitto e condominio; vitto e materiale igienico sanitario; abbigliamento, utenze, assistenza sanitaria, assicurazione, materiale didattico, spese di trasporto avremmo bisogno di almeno 4.. 000€ al mese.. progetto sperimentare realizzato anche grazie alla collaborazione della fondazione.. Home.. Chi Siamo.. Progetto.. Come Aiutarci.. Eventi.. Contatti.. aggiornamento del 07/01/2013..

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  • Title: CHI SIAMO - Casa Famiglia La Crisalide
    Descriptive info: L’.. Associazione di Volontariato Margherita.. si costituisce a Napoli il 12.. 12.. 1990.. Gli associati fondatori già da 10 anni svolgevano la loro attività di volontariato a favore dei minori del quartiere Scampia.. 1980-1990.. (c’era solo il gruppo informale.. ).. Attività: recupero scolastico, attività ludico sportiva e colonie estive.. Destinatari: bambini di entrambi i sessi d’età tra i 6 e i 12 anni.. Obiettivo generale: recupero minori messi a rischio d’abbandono scolastico.. 1990-2010.. (Anni in cui l’Associazione si è costituita Formalmente.. Sono continuate le stesse attività degli anni precedenti fino al 1996.. Nel dicembre del 1990 parte un’esperienza di affido familiare presso una delle famiglie dell’associazione che riceve in affidamento 4 minori.. A tale esperienza di affido familiare partecipano 5 volontari dell’associazione più la coppia di coniugi.. Nel 1992-93 l’Associazione riceve il primo finanziamento grazie alla legge n°216 del 19.. 07.. 1991 concernente “primi interventi in favore dei minori soggetti  ...   rischio di coinvolgimento in attività criminose”.. Con tale finanziamento ospita per 2 anni 4 bambini residenti nel Comune di Napoli.. Dal 2006 l’Associazione Margherita è iscritta al CISMAI (.. Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia).. Nel 1998 il Comune di Napoli approva il progetto di.. Accoglienza Residenziale per vittime di abuso.. e.. maltrattamento.. Nasce così la Casa Famiglia La Crisalide.. , che lavora ininterrottamente da oltre 14 anni.. Bambini ospitati : Sono stati ospitati 36 bambini di entrambi i sessi di una fascia di età tra 0 e 12 anni.. Attualmente ospitiamo 6 minori di entrambi i sessi con età compresa tra i 6 e i 12 anni.. Dei 30 minori precedentemente accolti 19 sono tornati nella loro famiglia di origine, mentre 11 hanno iniziato una nuova esperienza familiare.. Personale: Il lavoro è svolto da educatrici, che coprono turni 24 ore al giorno, per 365 giorni l’anno..

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  • Title: PROGETTO - Casa Famiglia La Crisalide
    Descriptive info: 1.. PREMESSA.. La Comunità la Crisalide nasce nell’ottobre del 1998 per accogliere bambini vittime di maltrattamento e/o abuso sessuale.. Ente gestore della comunità è l’Associazione di Volontariato “Margherita”.. 2.. FINALITÀ DELLA COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA “.. LA CRISALIDE”.. Il maltrattamento e l'abuso sessuale compromettono le normali tappe dello sviluppo e della formazione del bambino.. Un’esperienza di maltrattamento e/o d’abuso sessuale agisce sulla regolazione affettiva, lo sviluppo dell'autostima e si ripercuote sulle relazioni.. I disturbi di relazione persistono nell'età adulta.. I meccanismi patologici d’adattamento si manifestano in molteplici modi.. La ricaduta di tali esperienze si manifesta attraverso disturbi cognitivi, fisici, comportamentali/emotivi.. L’abuso impedisce al bambino di sviluppare le proprie potenzialità evolutive.. Il disagio che deriva da un abuso si configura quindi come una condizione di difficoltà e sofferenza che impedisce il normale sviluppo psicologico dell’individuo.. STRUTTURA.. E’ sita in Napoli alla Via Aquila 144 (nei pressi della Stazione Centrale), primo piano.. E’ di circa 140 mq.. E’ provvista di 4 finestre e 2 balconi; 3 ampie camere; un grande salone; una cucina abitabile; una sala d’ingresso; un corridoio; due bagni di cui uno molto ampio.. Lo stabile è provvisto di ascensore accessibile ai disabili.. DESTINATARI.. 6 minori compresi tra i 0 ed i 12 anni maltrattati ed abusati.. Solo in casi eccezionali è previsto l’inserimento di un 7° ospite (vedi regolamento regionale).. MODALITÀ DI INVIO.. L’accoglienza di un qualsiasi utente avviene previo decreto del Tribunale per i Minorenni, o su Decreto del Comune competente (ex legge 403) confermato poi dal Tribunale per i Minorenni.. MODALITA’ DI PAGAMENTO.. L’ente gestore è disponibile a stabilire convenzioni con i Comuni interessati.. Senza alcun accordo tra il comune inviante e l’ente gestore, il costo della retta giornaliera e di €123,00 dal 01.. 01.. 2011.. I pagamenti saranno richiesti secondo le indicazioni del comune di residenza del minore ospitato.. LINEE GUIDA.. Nell’esercizio delle funzioni e conseguentemente, nella propria impostazione operativa e metodologica, la Comunità La Crisalide, ha recepito e fatto proprie le indicazioni del C.. I.. S.. MA.. riguardanti i requisiti dei centri residenziali per minori abusati e maltrattati.. Tali requisiti sono definiti nel documento elaborato dalla Commissione Scientifica del coordinamento che si è occupata dell’accoglienza dei bambini vittime di maltrattamento, documento approvato dall’assemblea nazionale del CISMAI a Cosenza il 28 settembre 2001.. La tipologia dell’utenza (minori in situazioni di crisi e le cui condizioni psicofisiche sono fortemente compromesse dai traumi subiti) e la complessità del contesto (familiare, sociale, clinico, giudiziario) in cui l’intervento della comunità si viene a collocare, determina la necessità di attivare nei confronti delle persone accolte.. specifiche azioni a valenza protettiva e terapeutica.. Lo svolgimento delle essenziali funzioni educative, necessarie alla crescita dei bambini, ha quindi una connotazione e.. una valenza terapeutica.. configurandosi come contributo specifico dell’equipe educativa all’equipe assistenziale integrata psicosociale.. Le comunità per effettuare un intervento qualificato nei confronti dei bambini accolti devono rispondere ai seguenti requisiti:.. -.. Garantire una forte integrazione interprofessionale tra i differenti operatori coinvolti;.. Possedere un’elevata specializzazione rispetto ai problemi affrontati;.. -.. Possedere un'adeguata capacità di rapportarsi con il percorso giudiziario in cui il minore e la sua famiglia sono coinvolti.. Nel sistema organizzativo di cui si è dotata la comunità è rintracciabile a tutti i livelli ( funzionale, operativo, metodologico) il recepimento delle istanze espresse dal documento del CISMAI.. A titolo esemplificativo indicheremo qui alcune scelte operative che vanno in tale direzione.. Operatore di riferimento.. La scelta dell’operatore di riferimento è tesa a garantire l’integrazione.. In primo luogo l’operatore di riferimento è colui che segue più da vicino il bambino.. Ne è il portavoce, ne custodisce la memoria individuale.. Per questa sua prioritaria funzione, questi è individuato preferibilmente in base alle preferenze espresse dal bambino.. L’O.. d.. R.. inoltre è colui che registra ed assembla le informazioni provenienti dall’ equipe educativa.. infine, in virtù delle funzioni precedentemente espresse, costituisce l’interfaccia tra la comunità ( comunità= bambino+ equipe) e l’equipe allargata.. La formazione degli operatori.. Gli operatori sono tenuti a partecipare ad almeno un’iniziativa formativa ogni anno su tematiche connesse al lavoro svolto.. Protezione delle visite.. Nei casi disposti dal giudice ( o anche a discrezione della Comunità ), si effettua un monitoraggio dei contatti e delle visite tra genitori e bambino.. Gli operatori redigono una relazione sulla visita effettuata.. Lavoro di preparazione e di sostegno del contesto sociale: scuola, tempo libero, sport.. E’ evidente che tali bambini esprimono il loro disagio in ogni situazione che li riguardi.. Per quanto riguarda la scuola la comunità, dispone per l’ottimizzazione del percorso educativo del bambino di un referente scolastico.. Il referente scolastico.. costituisce l’interfaccia tra la comunità ( comunità= bambino+ equipe ) e la scuola.. Questi, attraverso un uso corretto delle informazioni circa le problematiche del bambino, rende operativa la possibilità di raccordare l’intervento educativo svolto dalla comunità, con quello effettuato dalla scuola in un’ottica di responsabilità condivisa, e secondo uno stile di intervento collaborativo.. Per quanto attiene lo sport, sono gli operatori a garantire l’inserimento attraverso misure d’accompagnamento varie.. ATTIVITÀ.. Le attività offerte ai bambini sono rispondenti alle funzioni e gli obiettivi del progetto.. Proteggere ed accogliere, in situazione d’emergenza e non, minori allontanati temporaneamente dalla famiglia poiché vittime di violenza fisica e psicologica, d’abuso sessuale e grave trascuratezza, tuttavia apre la strada alla necessità di informare tutto l’impianto organizzativo sulle specifiche caratteristiche di questo particolare tipo d’utenza.. In base a queste considerazioni la Comunità si rende disponibile, ove si ritenesse opportuno per garantire gli obiettivi già esplicitati, ad ospitare anche il genitore protettivo.. Funzioni, strumenti e organizzazione sono stati quindi opportunamente strutturati in relazione alla tipologia dell’utenza.. Particolare attenzione, al fine di garantire l’efficacia dell’intervento, è stata data alla definizione progettuale dei percorsi educativi individualizzati durante la permanenza del minore in comunità a causa della complessità del contesto (familiare, sociale, clinico, giudiziario) in cui l’intervento si viene a collocare.. La qualità del livello di cura e protezione garantita a questi bambini costituisce, infatti, elemento pregiudiziale rispetto agli sviluppi futuri della vita minore.. A seguito di queste considerazioni, si terrà sempre presente nella progettazione interistituzionale l’esistenza o la creazione di un’alternativa al ricovero in comunità.. Sarebbe, infatti, auspicabile che la durata del progetto d’inserimento nella comunità fosse contenuta a tempi brevi, giacché è evidente la necessità per il minore di godere del suo diritto a vivere in famiglia.. Si sottolinea tuttavia la capacità e la volontà della comunità:.. di accompagnare e proteggere il minore lungo tutto l’iter psicodiagnostico;.. fornire collaborazione e supporto per eventuali valutazioni delle possibilità di recupero dei genitori o di altri familiari;.. garantire percorsi d’inserimento tutelati per rientri nella famiglia di origine ;.. di garantire percorsi di accompagnamento in caso di adozione/affidamento del minore.. di sviluppare una fitta comunicazione con le altre figure professionali per evitare pericolosi accentramenti.. L’esperienza operativa maturata nelle precedenti annualità, ci ha consentito in progress di effettuare scelte organizzative e metodologiche rispondenti ai bisogni emersi.. La qualità dell’accompagnamento è garantita dalla scelta di individuare un.. operatore di riferimento.. che funga da interfaccia tra la comunità e gli altri attori coinvolti nel processo di presa in carico.. Per quanto riguarda le attività di routine, il percorso educativo del minore, nell’ottica delle pari opportunità, contempla le seguenti attività:.. Accudimento, cura e pulizia per l’igiene personale;.. Cura dell’alimentazione.. Accompagnamento di tutela della salute;.. Accompagnamento nel gioco;.. Sostegno all’inserimento scolastico e alla socializzazione;.. Accompagnamento alla psicodiagnosi, e altri interventi di accompagnamento del minore che si rendessero necessari.. (es.. TpM, eventuali incidenti probatori ecc.. );.. Accompagnamento nella fruizione guidata di programmi televisivi e di ogni altro media;.. Accompagnamento nella partecipazione ad iniziative spettacolari, culturali, sportive e di tempo libero rivolte all’infanzia;.. Accompagnamento nelle vacanze durante il periodo estivo.. Le attività qui sinteticamente elencate non sono mai intese come prestazioni.. Lo stile relazionale ne caratterizza la capacità d’impatto e la valenza educativa.. In particolare va sottolineato che, in presenza di genitori protettivi, qualsiasi attività ne prevede il coinvolgimento, al fine di attivarne le risorse residue.. Tale scelta metodologica discende dall’opportunità di agevolare la ricostruzione di un modello familiare più ecologico.. Ai i genitori protettivi vengono forniti strumenti ed occasioni di analisi e confronto riguardo alle scelte educative operate.. Si tratta di un precorso insidioso la cui unica possibilità di riuscita è garantita dallo stabilirsi di un’alleanza educativa.. Si mira al raggiungimento del risultato, attraverso l’attenzione critica alla dinamica che intercorre tra madri e figli, attraverso una formazione indiretta ( spesso le madri riconoscono la diversa presa sui bambini degli interventi degli educatori ), l’accompagnamento ad un’assunzione serena delle loro responsabilità.. Per ottenere questo risultato l’equipe della Crisalide opera sia nell’individuazione delle capacità delle madri, che delle difficoltà personali da loro espresse.. Il lavoro svolto ha l’obiettivo di renderle più competenti nell’esercizio delle funzioni genitoriali.. Questa particolare azione prevede anche misure specifiche di accompagnamento ( es.. percorsi terapeutici) a cui, pur salvaguardando i suoi compiti prioritari, la Comunità si rende disponibile a collaborare.. Per quanto riguarda i minori, per l’ottemperanza ai compiti educativi rispetto alle particolari condizioni presentate dal tipo d’utenza, l’organizzazione della vita comunitaria sarà strutturata in modo da garantire un elevato livello di controllo delle eventuali possibili interazioni problematiche tra i minori, quali comportamenti aggressivi e nello specifico, comportamenti sessualizzati.. Metodologicamente tutti gli interventi educativi saranno basati sull’equilibrio tra contenimento e comprensione dei comportamenti problematici e sintomatici.. METODOLOGIE.. La comunità ha la consapevolezza, di rappresentare un intervento a termine.. La comunità è un passaggio non una sistemazione definitiva.. I soggetti accolti sono sostanzialmente aiutati a progettare e realizzare il  ...   La comunità intesa come ambiente terapeutico, si presenta in continuo rispetto agli altri contesti terapeutici e riparativi.. La validità dell’intervento e la sua capacità d’impatto sono direttamente proporzionali al livello d’integrazione raggiunto e raggiungibile.. Le attività e le relazioni di ogni giorno offrono informazioni continue sull’evoluzione dei bambini.. Il confronto fra tutti gli operatori consente all'intero staff di lavorare con un livello di conoscenze e informazioni più integrato e rende possibile la promozione di situazioni ambientali atte a produrre rilevanti processi di cambiamento.. Un ambiente comunitario così pensato consente ai ragazzi di poter rielaborare positivamente le figure parentali per riguadagnarle nel proprio scenario interno.. Il contributo professionale offerto dalla comunità, così concepita, aumenta notevolmente l’efficacia dell’intero processo di presa in carico, in particolare per quanto attiene la relazione che i bambini intratterranno con le famiglie a cui sono destinati.. Agevolando il ripristino di una sana dinamica tra figure genitoriali interne e loro rappresentazioni esterne, si aumenta la possibilità di sviluppi positivi degli inserimenti familiari.. Per realizzare tale ambiente terapeutico ci utilizzeranno specifici strumenti;.. - Supervisione quindicinali con psicoterapeuta infantile specializzata nella cura di bambini vittime di maltrattamento e abuso sessuale.. Istituzione dell’operatore di riferimento (OdR).. Istituzione dell’equipe psicopedagogica interna, formata dal responsabile della comunità dal supervisore e dell’operatore di riferimento.. IL SISTEMA ORGANIZZATIVO: PROCEDURE OPERATIVE.. a.. Procedure per l’ammissione.. Sussistenza dei requisiti per l’ammissibilità.. Assenza/presenza di fattori ostativi ( es.. emergenze contingenti interne alla comunità, non opportunità, etc.. Acquisizione documentazione dell’inviante o/e riunione informativa con l’inviante.. Riunione di equipe.. Studio del caso.. Definizione dell’èquipe.. Valutazione ex ante.. b.. Ricerca anamnestica per la costruzione del percorso/obiettivo.. educativo.. L’attività di ricerca anamnestica per la definizione del percorso educativo assorbe il massimo dell’energia nell’arco delle prime tre-quattro settimane d’accoglienza del minore in comunità.. I passaggi procedurali necessari all’acquisizione d’informazioni utili sono i seguenti:.. Acquisizione e studio della relazione dell’inviante.. Compilazione di schede di rilevazione all’ingresso.. - Tipo di affidamento ( 403, decreto TpM ).. - Condizioni sanitarie.. - Abbigliamento.. - Abitudini alimentari.. - Qualità del sonno.. - Abilità e autonomia.. - Linguaggio.. - Cura di sé.. - Annotazioni particolari.. - Informazioni sui familiari.. - Registrazione della modalità di ricezione ed acquisizione della vita comunitaria in un periodo stabilito.. Compilazione di schede d’osservazione all’ingresso.. Compilazione del diario degli operatori: “Alla scoperta di…”.. c.. Definizione del percorso/obiettivo.. Una volta acquisite le informazioni, attraverso l’applicazione degli strumenti, secondo la tempistica precedentemente esposta, si riterrà di essere entrati in possesso di un minimo d’informazioni utili a redigere un progetto educativo.. A tal fine si procederà nel seguente modo:.. Riunione del gruppo di lavoro della comunità.. - Analisi dei dati registrati.. - Discussione sui dati raccolti.. - Assessment dei bisogni espressi e inespressi.. - Redazione del percorso/obiettivo.. - Definizione calendario riunioni del gruppo di lavoro interno per aggiornamento e verifica del percorso/obiettivo.. - Definizione calendario equipe interistituzionale.. - Calendario stesura report periodici ( dossier del percorso ).. - Eventuale implementazione ( o richiesta d’implementazione ) dell’èquipe.. - Stesura del verbale della riunione.. d.. Comunicazione referenti istituzionali.. Invio progetto educativo al S.. ( ogni tre mesi ).. Invio Schede Minori Procura della Repubblica presso il TpM (ogni 6 mesi).. Invio relazione al Tribunale per i minorenni.. Comunicazione dell’ipotesi di calendario delle riunioni dell’equipe interistituzionale.. e.. Procedure in itinere.. Il processo che si è innescato con la presa in carico del minore, necessita di momenti di verifica in itinere.. Tali momenti sono funzionali all’individuazione d’eventuali nodi critici, all’acquisizione di nuove informazioni.. Inoltre, a cadenza periodica, ( ogni due mesi ), a decorrere dalla stesura del primo progetto educativo personalizzato di ciascun bambino ospitato, saranno utilizzati gli strumenti adottati dalla comunità per la rilevazione dei dati utili a monitorare la pertinenza del lavoro educativo ed eventualmente, attraverso il contributo dell’equipe della comunità all’interno dell’equipe interistituzionale integrata, dell’intero processo di presa in carico.. Dossier del percorso ( rilevazioni periodiche mediante le schede prima citate).. Eventuali riunioni straordinarie.. Emergenze critiche.. Registrazione incontri con i familiari.. Osservazioni sui rientri in famiglia.. Report periodici.. IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE ATTIVITÀ.. Per compiere un’azione di monitoraggio è necessario dotarsi di un sistema di rilevazione strutturata di dati pertinenti a descrivere quantitativamente e qualitativamente il servizio offerto.. I dati sono rilevati mediante strumenti opportunamente individuati.. Gli strumenti, infatti, devono possedere la capacità di rilevare le caratteristiche specifiche del servizio.. La costruzione di un sistema di monitoraggio consente il raggiungimento di diversi obiettivi per l’ottimizzazione del servizio.. In primo luogo costituisce un elemento chiaro, inequivocabile e leggibile di sostegno all’attività decisionale.. Un’azione sistematica e corretta di monitoraggio, rileva informazioni adeguate a produrre indicazioni utili in merito alle azioni intraprese per determinare il miglioramento delle condizioni di vita dei beneficiari ( nel nostro caso dei bambini ospitati dalla comunità ).. I dati saranno rilevati in modo da essere utili a chiarire la pertinenza delle azioni intraprese, sia in termini d’efficacia sia in termini d’efficienza.. Essi quindi, giacché opportunamente individuati, consentiranno di ridurre la complessità dei processi decisionali.. Le azioni proposte consentiranno di comprendere in itinere l’impatto del processo di presa in carico per quanto attiene alla Comunità la Crisalide.. Il sistema di monitoraggio quindi può garantire un significativo supporto ai processi decisionali riguardanti gli aspetti di seguito elencati:.. operazioni di modifica e/o rimodulazione ( ai progetti educativi, alle modalità di svolgimento degli interventi, alle modalità di relazione con gli altri soggetti coinvolti nel processo di presa in carico );.. apprendimento individuale;.. rimodulazioni dell’impianto organizzativo, nei termini di “learning organization”,.. con l'unico preciso obiettivo del miglioramento del servizio all’utente, alla comunità e ai cittadini.. L’adozione d’azioni sistematiche di rilevazione di dati congrui e pertinenti ad evidenziare le condizioni in essere dei bambini ospitati, rende possibile, in ogni momento, agli operatori della comunità di fare il punto della situazione, in modo da scegliere il percorso che si addice meglio al bambino nella circostanza contingente.. E’ questo un modo per ricercare l’efficacia ottimale del gruppo di lavoro.. Ciò inoltre costituisce premessa indispensabile ad avere nei confronti del bambino un approccio professionale.. In tal senso le attività di monitoraggio possono definirsi come una sorta di supervisione strutturata e sistematica del sistema organizzativo che opera la presa in carico del minore per quanto di pertinenza della comunità.. Attraverso l’azione di monitoraggio si può quindi ottenere la massimizzazione delle risorse messe in atto dal servizio stesso.. Le informazioni raccolte sono:.. - di tipo descrittivo ( cosa si fa, a chi è rivolto l’intervento, chi effettua l’intervento, ecc.. ).. - di tipo processuale ( quali processi sono messi in atto ).. Il sistema di monitoraggio è costruito per rilevare informazioni utili a descrivere l’andamento del servizio nel suo complesso.. Pertanto i dati, congruentemente e trasversalmente alle attività, sono rilevati mediante tecniche e strumenti adeguati a declinare:.. la condizione in essere dei bambini ospitati;.. la condizione degli operatori;.. la condizione del servizio nel suo complesso.. La condizione in essere è soggetta a modificazioni.. L’azione di monitoraggio è quindi definibile come azione parallela a tutte le altre attività ed interventi erogati.. L’azione di monitoraggio è orientata da specifiche batterie d’indicatori.. L’indicatore è un elemento che fornisce informazioni, dotato della capacità d’essere operativizzabile.. Pertanto l’indicatore si presta ad essere empiricamente osservato.. Gli indicatori utilizzati rendono conto di tutte le attività previste dall’esecuzione progettuale ed in particolare tendono a misurare, come già esplicitato, lo stato dell’azione progettuale con riferimento alla condizione dei bambini, degli operatori, del servizio.. Gli indicatori che descrivono la condizione degli operatori e dello stato del servizio sono rilevabili mediante alcuni strumenti di gestione (es.. foglio firme degli operatori, report mensile di rendicontazione delle ore erogate, cartella degli operatori, ecc.. A titolo esemplificativo elenchiamo alcuni indicatori d’efficacia/efficienza del servizio:.. n° d’incontri di verifica e rimodulazione dei P.. E.. P.. Rapporto istanze ammissione al servizio/utenti in carico.. Rapporto Operatore/prestazioni erogate.. Rapporto ore lavoro/pro capite.. Documentazione/verbalizzazione dell’attività.. Contatti con la rete del volontariato/associazionismo locale aderente e non al progetto.. Allo strumento di rilevazione è intrinsecamente connessa la tempistica e la modalità di registrazione dei dati.. Ulteriori indicatori sono desumibili da altri strumenti specifici.. In particolare, la condizione di ciascun bambino è monitorata continuamente in relazione agli obiettivi specifici della comunità e del progetto educativo.. Strumento principale di raccolta dati è la cartella personale del bambino.. Cartella personale del bambino.. La Cartella personale del bambino è un fascicolo organizzato in diverse sezioni.. In essa è contenuta l’intera documentazione relativa a ciascun minore preso in carico dalla comunità.. Sezioni della cartella personale del bambino.. Sezione Sanitaria.. Contiene tutte le informazioni utili a conoscere lo stato di salute del bambino durante tutto il periodo di permanenza all’interno della comunità.. La prima pagina contiene un elenco sintetico degli accompagnamenti sanitari effettuati.. b Sezione Educativa.. Nella sezione educativa sono contenuti i PEI, i reports delle rilevazioni sistematiche sulle aree d’interesse educativo effettate dall’equipe della comunità, le schede d’osservazione utilizzate.. c Sezione Comunicazioni Referenti Istituzionali.. All’interno di questa sezione sono contenuti i documenti inviati dai S.. , il TPM, le scuole nonché le relazioni inviate dalla comunità ai referenti istituzionali.. La prima pagina è costituita da un elenco delle comunicazioni secondo un criterio grafico che renda immediatamente visualizzabile la direzione dei flussi d’informazione in entrata (enti istituzionali verso comunità) e in uscita (Comunità verso enti istituzionali).. L’adozione di un sistema di monitoraggio costituisce il presupposto necessario per operare inoltre un’eventuale successiva verifica degli esiti.. Per aumentare il valore euristico del sistema di monitoraggio e valutazione, la Comunità la Crisalide ha allo studio l’implementazione di nuovi strumenti di rilevazione dati..

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  • Title: COME AIUTARCI - Casa Famiglia La Crisalide
    Descriptive info: Il motivo per cui abbiamo.. bisogno di aiuto.. è il cronico.. ritardo dei pagamenti.. delle rette di ciascun bambino,.. da parte del Comune di Napoli, da cui dipendiamo economicamente!.. In questo momento abbiamo bisogno di.. coprire almeno le spese vive.. che si ripresentano ogni giorno e ogni mese:.. tra fitto e condominio; vitto e materiale igienico sanitario; abbigliamento, utenze, assistenza sanitaria, assicurazione,.. materiale didattico, spese di trasporto.. avremmo bisogno di almeno 4.. Il ritardo del pagamento delle rette, che ha.. ormai raggiunto il limite inaccettabile di oltre i 34 mesi,.. ci sta portando sul punto di.. dover chiudere la Casa Famiglia.. , per  ...   potrete versare con un.. bonifico di 30€ al mese!.. La scelta del vostro sostegno mensile darà ai ragazzi la possibilità di avere una vita semplicemente uguale a tutti i loro coetanei.. Devolvendo.. con la prossima Dichiarazione dei Redditi.. mod.. 730 o UNICO.. il.. all’.. Associazione Margherita.. codice fiscale.. 94095850635.. Offerta Libera.. con.. bonifico.. intestato all’.. Associazione Margherita.. IBAN:.. IT 74H 05018 03400 000000120326.. (indicare sempre la causale).. invieremo la ricevuta,.. per usufruire della detrazione dalle imposte.. scegli per i tuoi eventi, le tue feste,.. i tuoi momenti da ricordare.. le nostre.. Bomboniere Solidali.. per.. maggiori informazioni.. ,.. chiedere di Paola al.. 333 5201624..

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  • Title: NEWS - Casa Famiglia La Crisalide
    Descriptive info: Sabato 05 Gennaio 2013, presso la.. Basilica di Santa Maria della Sanità.. è stato organizzato il.. Concerto di Natale.. a favore della.. Comunità La Crisalide.. in collaborazione con:.. e dirette da:.. Domenico Cozzolino.. Salvatore De Crescenzo.. Francesca Formisano.. 06 Gennaio 2013.. Il concerto di ieri è stato un momento importante per la nostra Casa Famiglia, per questo vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e si sono impegnati per la riuscita di questo  ...   da 14 anni, vorrei ringraziare, inoltre, per la generosità concreta dimostrata.. Come potrete ben immaginare la sopravvivenza della Comunità la Crisalide è ancora a forte rischio, ma noi oggi ci sentiamo più forti e più motivati a combattere.. Quello che ci sentiamo di promettervi in questo momento è che ci saranno nuove iniziative, e che certamente vi terremmo informati sul nostro futuro.. Grazie di tutto!.. Il responsabile e le educatrici della Comunità la Crisalide..

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  • Title: CONTATTI - Casa Famiglia La Crisalide
    Descriptive info: ASSOCIAZIONE.. MARGHERITA.. Comunità “LA CRISALIDE”.. Via Aquila, 144.. 80143 Napoli (NA) - Italy.. tel.. e fax +39 081 269834.. e–mail: ass.. margherita@fastwebnet.. it.. Codice Fiscale 94095850635.. per ulteriori chiarimenti sulla nostra attività, sul progetto, gli eventi e come aiutarci,.. utilizzare esclusivamente il seguente link, per inviare tutte le richieste di informazioni.. ass.. I dati inviati saranno trattati nel rispetto della privacy, come previsto ai sensi.. del D.. Lgs.. 196/2003.. Il trattamento  ...   i futuri eventi della ASSOCIAZIONE MARGHERITA' Comunità LA CRISALIDE.. In qualsiasi momento, ed in modo assolutamente gratuito, sarà possibile conoscere l'esistenza dei propri dati personali presenti nei nostri archivi, chiederne l'aggiornamento, la rettifica, nonché chiedere la loro cancellazione o opporsi al loro utilizzo per le finalità sopra indicate, scrivendo al Titolare del trattamento:.. Associazione Margherita Comunità La Crisalide.. Via Aquila, 144 - 80143 Napoli (NA) - tel.. e fax 081269834.. email:..

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