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    Archived pages: 416 . Archive date: 2014-10.

  • Title: Traiano Camper Club
    Descriptive info: .. Sicilia Capodanno 2015.. Ecco il programma per visitare la Sicilia Occidentale con escursioni in alcune delle più belle località di quella zona.. Un tour indimenticabile:.. U megghiu ‘ra Sicilia.. Al termine del viaggio rientrerete con la consapevolezza di aver visitato la Sicilia Occidentale, certamente non tutto, ma tanto.. Ecco nel dettaglio l’ennesimo tour che questo Club organizza nella regione natia del suo Presidente.. Venerdì 26 Dicembre.. : ritrovo equipaggi presso il porto di NAPOLI (se interessati al trasferimento in nave).. Ricordo ai partecipanti che si potrà usufruire di un’offerta particolarmente vantaggiosa.. Per altro traghettamento, si consiglia di contattare l’Agenzia Valara Viaggi allo 0161.. 804460 o via e-mail.. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots.. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. ".. ];.. Sabato 27 Dicembre.. : alle ore 10,00 arrivo a Caccamo.. Accoglienza turistica, con distribuzione di materiale illustrativo vario a cura delle.. guide turistiche.. Giro panoramico in camper per osservare l’intero abitato (.. a forma di grande cetaceo.. ) adagiato sull'ultima propaggine alle falde del Monte San Calogero.. Dall’alto si potrà ammirare: il Castello, il Lago e la diga di Rosamarina, i borghi marinari della fascia costiera con Capo Zafferano.. Passeggiata lungo il centro storico per visitare la Chiesa salotto di San Benedetto alla Badìa “gioiello d'arte barocca ed il suo pavimento maiolicato “.. unicum artigianale siciliano” (.. attualmente l’ingresso è libero.. ), nonché lo scenario di Piazza Duomo.. Previste delle soste per piccole e squisite degustazioni (.. nutella di pistacchi – creme di limoni, mandorle e nocciole – confettura di fichi d’india – cioccolato di Modica e miele balsamico.. ).. Altre visite previste: Casa-Museo della civiltà contadina e la mostra fotografica sui Castelli di Sicilia e le teche con oggetti ed armature medioevali, Castello feudale più grande di Sicilia con guida in costume d'epoca ed altre degustazioni (.. pane "cunsatu" + acqua minerale e vino locale, salsiccia pasqualora, e dolcino tipico buccellato.. Dopo la visita si proseguirà per Palazzo Adriano.. Arrivo in paese.. previsto per le ore 18.. 00: incontro di benvenuto presso la Sala Antica con il Sindaco Ing.. Carmelo Cuccia.. Cena facoltativa in Ristorante (.. si raggiungerà in camper con possibilità di pernottare nel parcheggio dello stesso.. con spettacolo del.. gruppo folk Paradiso Arbereshe in costumi tipici.. cantano in Greco albanese e Siciliano.. Per la cena, che bisogna prenotare contestualmente all’adesione al raduno, sarà offerto il seguente menù:.. Antipasti: salame al pistacchio, dromes croccante, pizza siciliana, olive verdi cunzate, ricotta fresca, fiore sicano semistagionato, muffoletta condita con pecorino e acciughe, verdure in pastella Primi piatti: Tagliatelle con ragù Casale Borgia,.. Riso con funghi porcini e ciliegino di pachino.. Secondo:.. un'arista di maiale con patate al forno.. Infine, frutta fresca, dolce della casa (cassatelle con ricotta e cuddureddi dolce tipico natalizio.. acqua e vino.. Costo di € 22,00 per persona, non compreso nel costo del raduno.. Domenica 28 Dicembre.. Raggiunto nuovamente il paese con i camper che resteranno in sosta in piazza riservata al club, alle ore 9,00 visita guidata al centro storico di Palazzo Adriano.. Palazzo Adriano nasce nel cuore della riserva naturale dei monti di Palazzo Adriano e valle del Sosio intorno al 1282 rimasto disabitato per un lungo periodo fu ripopolato da una colonia di militari albanesi nel xv sec.. , per questo in esso convivono due diversi gruppi etnici: i latini e i greco - albanesi.. Il suo nome deriva dal dialetto siciliano, nel quale il comune viene identificato con il nome U Palazzu.. "Adriano" ha origini dal latino e indica il bosco attiguo.. Partendo dalla piazza Umberto 1° troverete l’imponente fontana del 1608, le due chiese parrocchiali una di fronte all’altra con i suoi maestosi campanili, la chiesa Maria SS.. Assunta di rito greco -bizantino (1532) e la chiesa Santa Maria del lume di rito latino-romano ( 1740) °.. Curiosità.. La piazza fu scelta come set naturale dal regista Giuseppe Tornatore, premio oscar 1990 per le riprese del film “Nuovo Cinema Paradiso”, che ha reso il nostro paese famoso in tutto il mondo.. Vi segnalo anche il settecentesco palazzo Dara, oggi sede del municipio dove si potrà’ visitare il museo geonaturalistico del permiano, che comprende la collezione di rarissimi fossili risalenti all’era paleozoica e la mostra fotografica permanente contenente le piu’ belle scene del film oscar “Nuovo Cinema Paradiso”.. Si potranno visitare, inoltre, i vicoli e i cortili piu’ caratteristici del nostro paese, le edicole votive, il lavatoio comunale costruito nell’epoca fascista (1938), i ruderi della cartiera nella quale veniva preparata la carta filigranata per gli atti ufficiali dei Borboni, ed ancora il colle di S.. Nicola, il nucleo più’ antico del paese, dove troviamo i ruderi del castello del XXVII sec.. , ora sede del museo civico real casina con una sezione dedicata alla cultura arbereshe di Palazzo Adriano.. Poco distante dal paese si trovano la pietra di Salamone e la rocca dei saraceni, blocchi calcarei di grande interesse paleontologio e geomorfologico i cui fossili sono stati scoperti da g.. g.. gemellaro nel 887.. Finita la visita si prosegue per il.. Bosco della Ficuzza.. per la visita guidata al Casino di caccia reale della casa Borbonica, al termine si prosegue per Corleone.. Sosta in zona centrale specificatamente riservata ai camperisti.. Cena facoltativa in Ristorante.. Anche in questo caso bisogna provvedere alla prenotazione all’atto dell’adesione al raduno.. Menù - Antipasti: Bruschette miste, caponata di melanzane, salumi misti, formaggi locali, funghi ripieni, parmigiana di melanzane, frittatine miste, focacce con ricotta, sfincione, girelle al forno, panino con panelle, olive.. Primi piatti: Conchiglioni con ragù di cinghiale e Tagliatelle con salsiccia e finocchino.. Secondo: La grigliata di Carne con Salsiccia tradizionale, puntine di maiale, bistecca alla palermitana.. Contorno - Patate al forno, Composè di frutta, Cannolicchi con ricotta e cascatelle fritte, Acqua, vino rosso e caffè incluso altre bibite o richieste varie da pagare extra.. Il menù prevede il servizio a tavolo di tutte le portate le bevande incluse sono acqua minerale e naturale vino in bottiglia.. Costo di € 22,00 per persona.. Lunedì 29 dicembre.. Alle ore 9,00 visita guidata di Corleone, con diverse tappe per raccontare la storia della Città dalle sue origine fino ad oggi con riferimenti a fatti di cronaca realmente accaduti.. VILLA COMUNALE.. Si tratta di uno dei parchi più grandi della zona.. La villa è stata progettata nel 1845 sul modello di giardino “all’italiana” ed occupa un’area di 4000 m².. Presenta una ricca varietà di flora sulla quale spiccano principalmente palme da dattero.. MURALES.. I murales ritraggono alcuni fra i luoghi più belli e suggestivi di Corleone nonché scene della vita del passato.. PIAZZA NASCE’.. Era la piazza del mercato dove in passato gli uomini attendevano di essere reclutati dai gabelloti mafiosi per lavorare.. VIA BERNARDINO VERRO - CASA DEL POPOLO.. La Via è dedicata al primo sindaco Socialista di Corleone ucciso dalla Mafia e in essa è situata la casa del Popolo, prima cooperativa agricola fondata da Bernardino Verro.. TORRE DEI SARACENI.. Ad est del centro abitato è sovrastato da una delle due "rocche gemelle" dove troviamo in cima il “Castello Soprano” resti, ancora visibili, dell'antica torre di avvistamento Saracena.. CASCATA DELLE DUE ROCCHE.. In queste gole scorre il torrente di Corleone, affluente del fiume Belice, che dà origine ad uno spettacolo di immane bellezza, le Cascate delle due Rocche, chiamate così per la caratteristica strutturale del luogo.. Si trovano all’interno del paese e sono raggiungibili percorrendo le antiche strade della città.. MONASTERO DEL SANTISSIMO SALVATORE.. Di origine medievale il Monastero del Santissimo Salvatore fu riedificato nel XVIII secolo.. Al suo interno il meraviglioso chiostro classicheggiante con al centro la fontana ottagonale.. Per concludere visiterete la meravigliosa chiesa recentemente ristrutturata e riaperta al pubblico.. CASTELLO SOTTANO.. Si trova sulla Rocca di Mezzogiorno, ed è l’altra delle "rocche gemelle", un enorme monolite a guardia del centro abitato, dove vi è il ” Castello Sottano”, di origini medievali, sede di un carcere fino al dopoguerra, e oggi dimora dei Frati Minori Rinnovati.. IL CALVARIO.. E’ un luogo sacro dove si svolgono ogni anno i riti della Pasqua e Punto panoramico della città.. Pranzo libero.. Nel pomeriggio trasferimento a Sferracavallo (PA) presso il camping Dell’Ulivo.. Cena facoltativa in Ristorante, che deve essere prenotata contestualmente all’adesione al raduno.. Ecco il programma culinario con una precisazione:.. qui il pesce fresco è di casa, perché portato in tavola direttamente dai pescatori del porticciolo locale.. Menù - Antipasti: Sformato di sarde a beccafico, Fritto di calamari.. Primi piatti: Spaghetti alle vongole veraci, Risotto gamberi e zucca rossa o Risotto Marinara, Busiata di pasta fresca con Sarde, finocchietto selvatico e scaglie di mandorla.. Secondi piatti: Pescato del giorno arrosto, Aragosta al vapore.. Bevande, Sorbetto, Vino Fidelio Principe di Corleone,  ...   fine visita si rientra al camping di Lido Valderice.. facoltativo al ristorante.. Costa Azzurra si prega prenotare anticipatamente.. Antipasto: Panelline e crocchette.. Primo: Timballo di anelletti alla palermitana.. Secondo e contorni: Zampino di maiale alla trapanese, Purea di patate.. Cassatelle di ricotta.. Costo di € 15,00 per persona.. Lunedi 5 gennaio 2015.. e rientro a casa per Fine raduno.. E' possibile partecipare al raduno anche senza camper alloggiando presso confortevoli Hotel o B.. B.. Avvisi e regolamenti:.. Durante le escursioni, non sono previsti pranzi o colazioni a sacco a cura dell’organizzazione, pertanto i partecipanti dovranno provvedere in proprio, ovvero, dove indicato, possono prenotare il pranzo presso i ristoranti convenzionati.. Si precisa che al rientro dalle escursioni, salvo specifici avvisi o eventuali escursione, si è liberi da ogni ulteriori impegno e pertanto si potrà scegliere liberamente come trascorrere la serata.. Il costo per la partecipazione al raduno per equipaggio di due persone con arrivo a Caccamo il 27 dicembre e partenza il 5 gennaio 2015 è di €uro 634,00 e comprende:.. Campeggio per n.. 7 notti;.. Pullman per le escursioni/trasferimenti dei giorni 30 dicembre e 2, 3 e 4 gennaio (4 giorni);.. Guida turistica o accompagnatore per le escursioni giorni 27, 28, 29 e 30 dicembre e 2, 3 e 4 gennaio (7 giorni);.. Cenone di fine anno;.. Pranzo del 1° gennaio;.. cornetti per 6 mattine;.. cena con prodotti tipici trapanese del 2 gennaio;.. degustazione Quagliata, Tuma e Ricotta, pane cunzato del 31 dicembre;.. degustazioni a Caccamo il 27 dicembre;.. spettacolo del.. gruppo folk Paradiso Arbereshe;.. Spese di organizzazione.. Quanto non espressamente indicato sarà a carico dei partecipanti.. ed in particolare: costi per i pranzi previsti presso strutture convenzionate nei giorni delle escursioni, auricolari se necessari durante le escursioni, costi per ingresso ai luoghi soggetti a pagamento di biglietto nel corso delle visite guidate, eventuali costi per la visita al passo dello Zingaro e ad altri luoghi non espressamente indicati come a carico dell’organizzazione, pranzi e cene non indicati nella voce “il costo comprende”.. In relazione ai costi per i biglietti di ingresso a musei, siti archeologici, altri luoghi di interesse,si rappresenta che non vengono calcolati e/o indicati poiché variano in relazione ad età e numero dei partecipanti, cosa al momento assolutamente sconosciuta.. Si ribadisce che al raduno potranno partecipare anche persone non munite di camper alloggiando presso o Hotel o B B.. In caso di bambini è stato previsto a richiesta un menù a parte per la serata del cenone e per il pranzo del 1° gennaio per un costo complessivo di €uro 60,00.. La Prenotazione per il raduno è obbligatoria e dovranno giungere il prima possibile.. Si rappresenta che le prenotazioni saranno chiuse inderogabilmente per motivi organizzativi al raggiungimento di 150 persone.. Si precisa che al momento NON potranno essere accettate prenotazioni per periodi ridotti, ovvero dovrà comunque essere corrisposto l’intero costo salvo improbabili sconti per la mancata partecipazione alle escursioni.. Ai partecipanti al raduno, che vorranno diventare soci, sarà rilasciata la “Camping Card International” unitamente alla tessera del T.. al costo ridotto di €uro 15,00.. Ai soci [già in regola con la tessera anno 2014] del Traiano Camper Club e club affiliati ACTI sarà applicato uno sconto sul totale di €uro 10,00.. Al riguardo, inoltre, si rappresenta che i Camperisti che hanno già anticipato la loro intenzione ad aderire, dovranno darne conferma il prima possibile in considerazione che, le prenotazioni saranno ritenute valide con l’accettazione del presente programma.. Le stesse potranno essere effettuate contattando il Presidente del Traiano Camper Club Michele Arancio, via S.. Allende nr.. 5, 83034 Casalbore (AV), ai recapiti cell.. 339.. 3587898.. / 388.. 8509517 o inviando una e-mail a.. La citata prenotazione dovrà essere confermata con versamento, previa accettazione dell’organizzazione, di una quota pari al 50 % del costo totale, secondo le modalità che saranno indicate al momento della prenotazione, il saldo dovrà essere versato all’arrivo al raduno.. Per chi non provvederà a saldare la quota all’arrivo, sarà ammesso al raduno ad insindacabile parere degli organizzatori.. Qualora vi siano più soci del medesimo club o gruppi di amici, potranno versare l’anticipo al proprio Presidente o responsabile che provvederà a contattare gli organizzatori.. In caso di rinunce dopo il versamento dell’anticipo o del saldo, salvo avvenuta sostituzione con altro nuovo partecipante e ad insindacabile giudizio degli organizzatori, NON si potrà riconoscere alcun rimborso delle quote versate.. Analogamente, NON verrà riconosciuto alcun rimborso per la mancata partecipazione ad escursioni, al cenone o al pranzo qualora dipendente da propria volontà e non da causa di forza maggiore.. Si prega voler rispettare gli orari indicati, in particolar modo gli orari di partenza delle escursioni ed al riguardo si precisa che l’Organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali mancate partecipazioni ad escursioni o qualsiasi altro inconveniente derivante da ritardi ingiustificati e comunque non rappresentati.. Durante la sosta dei camper si prega di adottare ogni buona norma utile ad evitare inconvenienti di sorta a se stessi o agli altri.. Si prega portare al seguito il programma inviato via e-mail, fax o posta poiché durante il raduno non saranno distribuite ulteriori copie.. Per qualsiasi problema NON direttamente imputabile all’organizzazione, il Traiano Camper Club declina ogni responsabilità.. Nella malaugurata ipotesi di problemi climatici si adotteranno tutti i provvedimenti che l’Organizzazione riterrà più opportuni per salvaguardare l’incolumità e gli interessi generali dei partecipanti e degli organizzatori stessi.. Tutti i partecipanti sono pregati voler fornire i propri recapiti di telefonia mobile ai quali saranno reperibili durante lo svolgimento del raduno.. La mancata disponibilità di un recapito potrà dar luogo a mancati avvisi o segnalazioni che saranno ritenute a totale responsabilità dell’interessato.. Tutti i partecipanti al raduno, dovranno osservare il regolamento dei campeggi.. Per il periodo a Palermo e dintorni faremo base presso:.. Campeggio degli Ulivi - Via Pegaso, 25 - 90148 Sferracavallo (PA).. campingdegliulivi.. com/italiano/index.. htm.. Per il periodo a Trapani e dintorni faremo base presso:.. Camping Lido Valente -.. Via della Concchiglia,20 - Lido Valderice (TP).. campinglidovalderice.. it/.. https://www.. facebook.. com/camping.. lidovalderice?hc_location=timeline.. Per il Cenone e pranzo di Capodanno saremo presso:.. Ristorante Costa Azzurra -.. Via del Tonno n.. 1-.. Lido Valderice (TP).. costaazzurraricevimenti.. com/salaricevimenti.. costaazzurra.. a 20 metri dal mare e 100 metri dal camping.. TRAIANO CAMPER CLUB.. Affiliato Federazione A.. ITALIA.. Via S.. Allende,5 – 83034 - Casalbore (AV).. Tel.. 0825849021 cell.. 3393587898.. / 3888509517.. E-mail: info@.. traianocamperclub.. it.. web:.. www.. traianocamperclub.. Skype: Traiano.. Camper.. Club.. 3° video Capodanno sulla Costa Trapanese 2013 / 2014.. effettuato dal Traiano Camper Club.. Mi auguro che sia di vostro gradimento vedere i video.. Allego Nr.. 3 link ;.. http://youtu.. be/NS_h56NF3VA.. be/9Hl76meqENs.. be/YrswkRM2CZI.. Arrivederci Sicilia.. Un bellissimo resoconto del nostro Viaggio in Sicilia del nostro amico Luigi Micucci.. Leggi tutto: Arrivederci Sicilia.. 1.. 2.. 3.. Prev.. Next.. Do you speak English? Estate 2013 – Tour Gran Bretagna.. Non siete mai stati in Gran Bretagna e volete visitarla? Andateci in camper … potrebbe essere un’idea.. Resoconto Pasqua a Roma 2013.. VADO ALL'EST TRA LE NUVOLE DELL’EST – ITINERANDO estate 2012.. Molti camperisti descrivono i loro viaggi nei minimi particolari aiutando così i lettori, interessati a raggiungere le stesse mete, a evitare il peggio per il meglio.. Contrariament.. Le bellezze della Campania.. Inghilterra-Scozia-Irlanda.. I Video Fotografici del T.. Il Traiano Camper Club presenta le sue gallerie VIDEO FOTOGRAFICHE.. Elenco dei Siti partners.. pleinair.. it &nb.. Le vignette di Basilio Borgo.. Avvertenze.. Concessionari.. CONCESSIONARI.. CrocieraMia.. Itinerari ed offerte specialissime per le tue vacanze in Crociere da Sogno!www.. CrocieraMia.. it Tariffe ulteriormente agevolate per i Soci del Traiano Camper Club.. Sezione TARANTO.. Traiano Camper Club - Sezione di Taranto.. Cerca.. Home.. Contatti.. C.. D.. & Statuto.. Iscrizione al T.. 2013.. T.. Sezione Taranto.. A.. Italia Federazione.. Calendario 2013.. Facebook T.. Gli Amici del T.. Link utili.. Sito T.. interfree.. Bacheca annunci.. Gli ultimi annunci inseriti.. Ponte di Halloween e Ognissanti in camper.. ( / Manifestazioni e Altro).. Servizi.. Notizie dal mondo.. CampingUP.. Prenota Camping.. Ass.. ni di Claudio D'Orazio.. Dott.. Fiore Candelmo.. Video Meteo Italia.. Meteo Italia.. Le Assicurazioni.. Medicinali e camper.. I consigli per il tuo camper.. L'angolo del legale.. Cosa abbiamo fatto.. Video Traiano Camper Club.. Editor video T.. Video Lucera (FG).. Tripadvisor mete di viaggio.. Convenzioni.. Archivio Viaggi.. Viaggio Inghilterra 1°.. Tour in Oriente Samarcanda.. I viaggi dei soci.. Gallerie Fotografiche.. La storia del Club.. Archivio manifestazioni.. Login.. Nome utente.. Password.. Ricordami.. Password dimenticata?.. Nome utente dimenticato?.. Registrati.. Affiliato.. Federazione A.. Italia.. Via Salvador Allende, 5 - 83034 Casalbore (AV) - Tel/.. (+39) 0825.. 849021.. cell.. (+39) 339-3587898.. / (+39) 348-8025905 -.. Newsletter.. 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  • Title: Sicilia Capodanno 2015
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  • Title: Traiano Camper Club
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  • Title: Arrivederci Sicilia
    Descriptive info: SCARICA IL RESOCONTO DI LUIGI..

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  • Title: Traiano Camper Club
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  • Title: Arrivederci Sicilia
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  • Title: Do you speak English? Estate 2013 – Tour Gran Bretagna
    Descriptive info: Anna ed io abbiamo fatto così.. Eravamo ventidue autocaravan in tutto che per una lunghezza media di sette metri per automezzo, sono complessivamente centocinquantaquattro metri complessivi di convoglio.. Un lattescente alieno venuto dallo spazio che, secondo le circostanze, si è snodato per intero o a pezzi dal nostro confine lungo tutta la Francia e per gran parte del suolo britannico sino alla Scozia.. Al suo passaggio la gente lo guardava stupita.. Ventidue camper e a bordo altrettante coppie e qualche figlio.. Più di cinquanta persone che hanno viaggiato per tre settimane, sotto l’insegna del Camper Club Traiano.. In testa al gruppo, con la moglie Rosetta, c’erano il presidente Michele Arancio e in coda, il fedelissimo ‘nei secoli’ Emilio con la moglie Ketty e le due figlie Lucrezia e Ludovica.. Il programma prevedeva permanenze notturne in campeggi già prenotati lungo il percorso mentre, per i successivi trasferimenti nelle città e nelle località limitrofe, erano stati riservati pullman turistici a nostra completa disposizione.. Come accompagnatore al seguito – rigorosamente made in Italy – c’era Tullio.. Vengo poi a sapere che collabora da anni con gli inglesi nel campo turistico, organizzando per loro visite guidate nel sud dell’Italia o, viceversa, sul suolo britannico per noi italiani.. Quello che segue è il diario di bordo sul quale ho riportato le impressioni provate percorrendo, con i miei compagni di viaggio, più di settemila chilometri in camper e in pullman.. 3, agosto.. Arrivo a Calais, ultimo baluardo europeo prima dell’Atlantico, terra di confine tra l’Europa e i paesi più a nord, è una cittadina percossa da un vento incessante … chissà d’inverno!.. Calais è un porto piccolo ma trafficato.. Gente che va e altra che viene sull’onda di un oceano dalle acque appena increspate.. Non a nuoto, s’intende, ma galleggiando su grandi traghetti.. P O, ricordo d’aver letto sulla fiancata di parecchi di questi.. Anche il nostro apparteneva a questa flotta.. Alle spalle di Calais avevamo lasciato più di mille chilometri di grassa terra francese.. Due giorni sono sufficienti per percorrerli tutti, ma se il tempo a vostra disposizione lo permette, prendetevela comoda perché la Francia merita grande attenzione da chi fa turismo itinerante.. Che poi l’interesse cada sulle città famose oppure sui paesi rivieraschi, sui castelli, sulle specialità gastronomiche, vini compresi, … beh! Questo sta voi decidere.. D’altra parte lo scopo principale per i camperisti è … i t i n e r a r e.. So che questo termine non esiste ma ne faccio uso ugualmente per dare vigore al suo sinonimo più generico e meno indicativo che è viaggiare.. Se poi ‘itinerate’ in compagnia, magari al seguito di un viaggio organizzato come noi, è ancora meglio.. L’unione fa la forza, si dice, ma anche allegria e convivialità.. E’ un modo per conoscere nuove persone e allagare i propri confini.. E’ un sistema per sgravare la vostra vacanza da tutte le formalità organizzative e burocratiche che tolgono tempo a quello che più conta e cioè: osservare, visitare, conoscere.. 4, agosto.. Dopo l’imbarco, alle sette e quarantacinque del mattino, lasciamo la Francia per la Gran Bretagna.. E’ un’attraversata tranquilla che dura meno di due ore; giusto il tempo per prendere un caffè, fare una passeggiata sul ponte, quattro chiacchiere con gli amici e poi … ecco all’orizzonte le scogliere.. Ricordate?.. Già! Le bianche scogliere di Dover oltre le quali inizia l’inconsueto.. Mi riferisco all’orario, per esempio, che ci ha costretto a riportare le lancette degli orologi indietro di un’ora ma, soprattutto, al modo di viaggiare tenendo la sinistra.. Non preoccupatevi, ci si abitua subito.. Più complicato è superare le rotonde e sorpassare.. Una nazione è come il nostro prossimo.. Per valutarla occorre la voglia di conoscerla senza pregiudizi che, strada facendo, ci impediscono spesso di ricrederci ma non solo.. Anche la prima impressione, infatti, è importante quanto il resto.. Sceso dal traghetto e percorso qualche chilometro, ho il tempo di osservare ciò che ci circonda e di zumare su qualche particolare; come veste la gente, per esempio, le case, le strade.. Per quanto mi riguarda … essenziale, penso.. Questa è la prima impressione che mi ha trasmesso questa terra.. Mi ha trasmesso la sensazione di trovarmi in un luogo dove il superfluo non esiste.. Tranne che a Palazzo Reale … probabilmente!.. Siamo a Canterbury davanti alla cattedrale.. E’ in questa città che nel 597 il monaco Agostino è inviato da papa Gregorio Magno per diffondere il Verbo.. E’ in questo territorio che il missionario stabilisce la sua sede divenendo il primo Arcivescovo di questa nazione.. Quest’edificio, nel quale Enrico II fece assassinare l’arcivescovo Tommaso Becket, conferma la generale linearità già avvertita e che, quasi certamente, identifica per davvero questa gente.. E’ domenica e sono in corso le funzioni religiose.. Per questo motivo non possiamo visitarla all’interno ma da una finestra … sbircio.. Non vedo quadri alle pareti, mosaici e marmi sui pavimenti, statue e quant’altro.. Sono pochi i colori che la caratterizzano anzi, sia dentro sia fuori, solo il grigio in diverse tonalità.. Dunque mi è difficile credere che questa cattedrale, ricostruita in stile gotico dall’architetto Guglielmo di Sens dopo che un incendio la distrusse completamente, rappresenta per gli anglicani ciò che per noi cristiani è la basilica di San Pietro.. Salvo che, scusate se insisto, accettare il concetto di semplicità che questo popolo dimostra per le cose terrene e allargarlo anche allo Spirito.. Potrebbe darsi.. Nel pomeriggio visitiamo il castello di Lleeds.. 5, agosto.. Dal campeggio Colchester Holiday Park, dove avevamo trascorso la notte precedente, ci trasferiamo in pullman a Cambridge e quindi a Bury St Edmunds.. Il complesso universitario di Cambridge giustifica in parte la fama internazionale che gode questo college costruito, per volere di re Enrico VI, nel millequattrocentoquarantuno.. E’ molto bella la cappella mentre la struttura del college, che visitiamo dall’esterno, è asciutta e presso che deserta.. Come la Cattedrale di Canterbury anche questa icona internazionale soffre a causa della sua stessa notorietà.. Chi come me viene da lontano e ne ha sempre sentito parlare, si aspetta di vedere chissà cosa e invece …! Noi, però, siamo italiani e la nostra terra è stracolma d’arte che tutto il mondo ci invidia.. Penso … è un contenitore senza il contenuto? Probabile, saranno gli studenti, dopo le vacanze estive, a colmare questa mancanza.. Sono certo che la loro presenza come il loro vociare, le risa, il rumore dei loro passi per i corridoi, le aule e i giardini di questo edificio daranno all’insieme vivacità e smalto.. Dopo Cambridge passeggiamo nel centro di Bury St Edmunds e beviamo una birra nel Pub più piccolo d’Inghilterra.. Veramente originale.. Prima di rientrare visitiamo la città di Colchester e facciamo spesa nel supermarket locale.. 6, agosto.. Ripartiamo da Colchester al mattino e percorriamo duecentocinquanta chilometri per raggiungere il campeggio Oakhill a Lincoln.. Come il precedente anche questo si distende su di un enorme prato all’inglese.. C’è posto in abbondanza per tutti.. E’ un’oasi tranquilla dove posteggiamo i nostri camper e pranziamo.. Ripartiremo in pullman il giorno successivo, per visitare Nottingham, la Foresta di Sherewood e la Cattedrale di Lincoln.. Nel pomeriggio, dopo il riposino … colpo di genio! Biagio, per gli amici più intimi il ‘Piccolo Tiragibolli di Albiate’, organizza una partita a calcio.. E’ il momento topico di questa giornata che coinvolge nella gara otto omaccioni attempati e due ragazzi di nome Andrea e Christian.. Da segnalare le parate di Pier che vanta un trascorso agonistico nei ragazzi della Reggina.. Ero felice , mi confida all’orecchio, un tantino meno i miei parenti che, a turno, mi portavano ogni domenica da Monza a Reggio Calabria per la partita domenicale.. Un lavoraccio!.. Esagerate le sgroppate di Emilio che alla fine della disputa, dopo attenta misurazione, attesta la pressione sanguinea su un valore di centottonta come minima.. Grande la prestazione di Alfredo che accarezza con qualche scarpata ben assestata stinchi e caviglie degli avversari per incutere loro rispetto.. Viceversa, è disdicevole il rendimento complessivo del Tiragibolli che con le gambette che si ritrova, alte solo settantacinque centimetri dalle natiche a sotto i calcagni, ‘canna’ clamorosamente sei reti su sei solo davanti al portiere.. Enorme quanto evidente il disappunto dimostrato dai compagni che lo insultano pesantemente.. Bravi tutti gli altri ma il migliore è Christian.. E’ lui che segna gran parte delle reti che caratterizzano questo match.. Acquisito dalla squadra avversaria sul punteggio di tre reti a uno a nostro svantaggio, in cambio di Emilio ormai cianotico e alcune sterline pagate in nero al suo capitano, il ragazzo chiude il risultato a nostro vantaggio per quattro reti a tre.. E’ un trionfo.. Che cosa fare in questa terra d’Inghilterra, mi chiedo, per questo ragazzo dallo splendido avvenire calcistico? Altro colpo di genio ma questa volta mio..  ...   di sfogliare in successione delle cartoline che ritraggono paesaggi naturalistici differenti e in particolare: coste rocciose a picco sul mare, tranquille insenature riparate dal vento, paesaggi collinari con bestiame al pascolo, piccoli paesini dalle case bianche antistanti all’oceano, ma non è finita.. In questo alternarsi di mare e di monti incontriamo fiumi, cascate, piccoli laghi e fiordi alla norvegese.. Come se ciò non bastasse, anche il tempo aiuta quest’alternanza paesaggistica con sole, pioggia e qualche banco di nebbia.. Ripartiti per l’isola di Skye percorriamo seicento chilometri in due giorni, con sosta notturna a Ullapool.. E’ una cittadina tipicamente scozzese dove trascorriamo una piacevole serata in compagnia, cenando in un pub.. Questo è il mio menù: zuppa del giorno, haddock ai ferri in salsa locale con verdure al vapore e per finire gelato gusto toffee.. Prima di cena, passeggiando sul molo antistante al locale, una foca affiora dall’acqua e divora un pesce morto che un ragazzo le getta.. Per me che vengo da Monza, è un momento veramente diverso.. Un paesaggio simile ma meno incisivo, anche a causa del tempo poco clemente, lo ritroviamo su quest’ultimo tratto come sull’isola stessa e sul successivo percorso che conduce a Glasgow, dove trascorriamo la notte.. In questa parte della Scozia si viaggia per chilometri senza incontrare l’uomo.. I conglomerati urbani sono rari e si avvicendano a isolate abitazioni di allevatori, sparpagliate su un’immensa distesa d’erba.. In contrapposizione alla nostra quotidianità mi chiedo che vita conduca questa gente, quali segreti bioritmi faccia battere i loro cuori in questa natura, dove la luce del giorno fa dimenticare che esistano le tenebre o, viceversa, è tanto breve da apparire come un lampo nella notte.. Ciò che regna manifesta in questi luoghi è il senso di tranquillità che traspare anche da suoi abitanti.. Lo percepisci da come ti guardano, dal sorriso che abbozzano quando t’incrociano, dalla loro innata gentilezza che, se ci fate caso, è diversa da quella che impone il dovere o la circostanza.. Innata per natura o per imprinting, è comunque una tranquillità che contagia, facendo dimenticare il trascorrere inesorabile del tempo che, giorno dopo giorno, avvicina alla fine la nostra vacanza.. Tutti noi percepiamo l’influenza di questa terra tranne Paolo, che soffre di una palese quanto perenne irrequietezza.. Arriva in un luogo e vuole già ripartire, viaggia e brama di arrivare … ma il sottoscritto, che conosce il motivo di tanta trepidazione, lo capisce.. In confidenza il nostro ragioniere commercialista soffre di uno stato d’ansia causatogli, pensate un po’, dall’incoronata Elisabetta.. Sua Altezza Reale, infatti, venuta a sapere per vie traverse del suo arrivo a Londra, l’ha invitato a Windsor per il ventuno sera per … non ci crederete ….. … per farsi verificare la dichiarazione dei redditi.. Grande Paolino! Che anche quest’anno, aiutato dalla sua perspicacia, definisce con semplici parole, se non tutto almeno in parte, il modo di cucinare anglosassone.. Già! E’ prima di visitare il Conwy Castle che ci sediamo a pranzare in un locale nei pressi del centro, dove ordiniamo delle verdure fresche con patate e gamberi che, guarda caso, ci sono serviti fritti racchiusi in enormi ‘palle’ di pastella.. Il momento è solenne, Paolo, dopo averle assaggiate, abbozza un ghigno da mastino napoletano e declama testualmente, mentre io verbalizzo: Azzo! Qui, friggono tutto, anche l’uccello (riferendosi all’organo genitale maschile).. Gli italiani presenti nel locale annuiscono e l’applauso che segue è fragoroso (che non lo dimentichino gli ipertesi, i diabetici e i buongustai!).. Nota di fondo.. : in Scozia le possibilità recondite di passare qualche serata insieme all’aperto ‘cazzeggiando’, svaniscono completamente.. Qui le serate sono freddine e spesso piovose.. 17, 18 agosto.. Il diciassette, durante la mattinata, si fa ritorno in Inghilterra sotto una pioggia torrenziale che ci accompagna per tutti i quattrocento chilometri che percorriamo per raggiungere la periferia di Chester.. Il programma del giorno successivo prevede di visitare Manchester, Liverpool e la stessa Chester in quest’ordine preciso.. Il criterio di giudizio che siamo abituati a usare per le nostre città non si addice a queste.. Qui non c’è nessuna cupola del Brunelleschi o scultura di Michelangelo da vedere.. In questi luoghi è improbabile trovare una stradina che, a un tratto, ti scaraventi in piazza Navona, per esempio, o in quella della Signoria e altro ancora.. In questa parte del globo le testimonianze storiche di un passato, dico remoto, sono carenti.. L’urbanizzazione consolidatasi nel tempo si presta come in altre nazioni, a due sole interpretazioni.. Laddove le risorse naturali o la posizione strategica hanno prevalso i villaggi si sono trasformati prima in città e poi in metropoli.. Viceversa dove l’interesse, soprattutto economico, era carente, i paesi sono rimasti tali mantenendo quasi inalterate le loro caratteristiche di un tempo.. Su queste tre città condivido il giudizio di Tullio.. Manchester è una metropoli anonima e in sofferenza economica.. Liverpool, che visitiamo nella zona antistante al porto, è gradevole e conferma la sua fama che la colloca tra le città più importanti del Regno Unito.. Chester, invece, si accontenta di quel che racchiude da secoli dentro le mura che la circondano e sulle quali si può camminare.. Anche noi lo facciamo sino all’altezza della bella cattedrale, che visitiamo.. 19, agosto.. Come la giornata precedente anche questa non porta pioggia.. Il pullman ci scorazza per diversi chilometri arrivando sino nel Galles.. La verde regione del Galles che, come la Scozia, gode ora di una sua autonomia pur riconoscendo il potere della Sovrana.. I due castelli visitati in questa giornata, come per altro i precedenti, sono diversi dai nostri stereotipi.. E poi c’è sempre la questione dell’essenzialità che persiste costante e che contraddistingue tutto o quasi.. Il risultato è che sotto il profilo architettonico nulla di ciò che abbiamo visto è brutto ma altrettanto e cioè nulla, è particolarmente bello da stupirmi.. Tanto è vero che i ricordi cominciano a confondersi.. Il castello di Windsor, però, fa la differenza.. E’ un peccato raggiungerlo troppo tardi.. Closed dice un cartello che con due poliziotti ne sbarra l’ingresso.. 20,21,22, agosto.. Il venti mattino lasciamo Chester e raggiungiamo il campeggio dal quale ripartiremo l’indomani per visitare Londra.. Una tappa di quasi quattrocento chilometri.. E’ difficile, sia descriverla sia giudicarla, questa metropoli dove trascorriamo due giorni.. Palese, almeno credo, è come questa capitale enfatizza il concetto di spropositato.. Molta gente, molte etnie, molti quartieri, molto di tutto.. Molto di più di Milano e di Roma messe insieme.. Molto di più di quello che noi italiani consideriamo ‘più’.. Ricordo che mia madre mi diceva: Il troppo storpia.. Forse questo proverbio calza a pennello ma, ovviamente, il giudizio rimane soggettivo come il significato del termine ‘troppo’ che per ognuno di noi è diverso.. Morale della favola … io non ci vivrei.. Comunque sia a Londra sono imponenti i momenti tipici di questa città, grandi le piazze, generosi i marciapiedi, alti i palazzi, tanti i pub come i ristoranti, molti di questi pseudo italiani.. Anche i negozi dove far shopping sono numerosi per non parlare dei bus, smisurate le prime colazioni.. Insomma, dopo un po’, realizzi che non sei ad Albiate, dove abita Biagetto ma a Londra e cioè in una delle poche città del mondo cui fa riferimento l’economia mondiale.. Sono trentadue i quartieri che la compongono più la City e sopra, dodici milioni gli abitanti.. Dopo Birone di Giussano, dove risiede Paolino, è la città più estesa d’Europa con i suoi cinque aeroporti.. Tipicamente inglese ho trovato il Tamigi, molto trafficato, e i frequentatori della City, tutti rigorosamente in giacca e cravatta.. Gli altri abitanti sono quasi irriconoscibili in questa metropoli multietnica, cosmopolita, che vanta il primato di città più visitata d’europea.. Asciutta la visita del ventuno, bagnata quella a seguire a Buckingham Palace per il cambio della guardia.. Basterebbe andare su YouTube, direbbe qualcuno, e digitare ‘Cambio della Guardia’ per vedere le stesse cose.. No, non è vero.. Sarebbe come dire che il pesce ordinato in un anonimo ristorante a Milano ha l’identico sapore di quello mangiato in una trattoria tipica all’aperto, in riva al mare.. E allora?.. E allora, per quanto mi riguarda, ripeto: venni, vidi, conobbi e costatai.. Inghilterra, Scozia, Galles, città, paesi, natura e monumenti ma anche persone.. Partiti dal campeggio la mattina presto, i due giorni successivi servono per raggiungere Dover, traghettare e fare ritorno a casa.. Con me e Anna, sul tragitto da Calais in direzione della Brianza, ci sono Biagio, Paolo I, Paolo II, Salvatore e consorti.. Ognuno dice la sua che poi è la stessa o quasi.. Ora, però, vi lascio perché la cena è pronta.. Nella speranza di non avervi annoiato Anna e il sottoscritto, vi ringraziano per la compagnia.. Un grazie particolare ad Arancio e … alla prossima.. Arrivederci Luis( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots..

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  • Title: Resoconto Pasqua a Roma 2013
    Descriptive info: Resoconto Pasqua a Roma 2013.. La Roma che ci racconta Giorgia è quella imperiale contraddistinta da resti storici, da grandi condottieri, da imperatori, ma ci parla anche di religione, di papi e di monumenti.. Questi ultimi, almeno così si vocifera, costruiti per la gloria del Padre.. La racconta a noi questa città, che siamo un drappello di cinquanta persone tra uomini, donne e qualche giovane.. Non le mancano le parole per farlo, che scandisce piano, con una leggera flessione romana ma in modo chiaro.. Spiegazioni che accompagna con una pacata gestualità che ricorda quella di un insegnante.. Il suo racconto ci guida per tutta la durata della nostra permanenza nella Capitale e puntuale a ogni sollecitazione, è capace di narrare ciò che nel frattempo ci mostra, scorazzandoci a piedi per le vie di Roma.. Lo descrive e lo colloca nella storia con una data precisa ma non solo.. Giorgia, infatti, è capace di suscitare la nostra curiosità, che poi soddisfa rilevandoci particolari che probabilmente a molti di noi, me compreso, servono per colmare le lacune.. Un cicerone fa comodo in questi casi, soprattutto quando il luogo da scoprire si chiama Roma o Caput Mundi come si suole spesso definirla.. A me piace immaginarla come una città multistrato che a ogni picconata inflittale dall’uomo moderno soffre e si lamenta come una partoriente.. Una città che nel trambusto del travaglio genera anziché figli, come sinonimo di futuro, antiche vestigia che ci raccontano il passato non nostro ma del mondo intero.. Ora, dopo l’indottrinamento di Giorgia, Roma ha meno segreti per tutti noi.. Monumenti, chiese, piazze, fontane e ciò che di più classico caratterizza questa metropoli è stato non solo visitato ma anche spiegato e datato.. Degli esempi? Eccovi serviti: ricordo in particolare il Colosseo, l’Arco di Costantino, I Fori Imperiali, il Foro Romano, San Pietro, Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, la Fontana di Trevi, il Pantheon, etc etc.. Chi nel mondo moderno non conosce queste icone … almeno per sentito dire?.. Strada facendo, abbiamo incontrato un mondo di etnie.. Genti differenti venute da ogni dove per vedere di persona quello che probabilmente anzi sicuramente, avevano letto in precedenza sui loro libri di storia, nei  ...   ingegno architettonico e costruttivo non comune.. Ancora fuori porta abbiamo visitato Gastel Gandolfo, Ariccia e infine, prima di fare ritorno a Lunghezza, ci siamo recati a Nemi a ‘fragolare’.. Per inciso, è proprio a Lunghezza che, quattro giorni prima, avevamo posteggiato i nostri camper presso l’area sosta Camper Club Miralago, situata alla periferia di Roma.. Pochi immaginerebbero che la Capitale dista solo pochi chilometri di distanza da questa zona situata nel verde di una campagna che, squartata in più parti da strade ombreggiate da pini, mostra ancora a chi vi transita qualche gregge al pascolo.. Area sosta Camper Club Miralago Lunghezza (lo ripeto per i più distratti).. Uscite a Roma Est e la troverete a pochi chilometri nei pressi.. Questo è stato il punto di partenza e di arrivo di questo tour, organizzato dal Proconsole Michele Arancio e di lui consorte … Donna Rosetta da Casalbore.. Entrambi sono stati coadiuvati dal Tribuno Andrea detto il Nonno al quale, voglio ricordare, sono riconosciute grandi doti comunicative.. Ha un’unica pecca … quella di essere Juventino.. E i romani?.. Non so a voi ma a me sono simpatici, magari un po’ chiassosi ma sagaci quanto mordaci.. Quelli che preferisco stanno a Trastevere.. I migliori di questi lavorano nelle cucine dei tanti ristoranti che in questo caratteristico quartiere sanno proporre, oggi come un tempo, primi piatti e pietanze ricche di sapori e tradizioni.. Ricapitolando per i posteri, riporto di seguito il giudizio complessivo redatto dall’inviato della famosa ‘Guida Michelin’, che a seguito della nostra comitiva ha così infine sentenziato:.. Organizzazione: come consuetudine superiore alla media.. Collegamenti da Lunghezza: ottimi.. Disponibilità e cortesia dei gestori dell’area sosta: da manuale.. Brioche mattutine: nà bomba!.. Visite effettuate: superiori alle attese, sia come numero sia per interesse.. Guida messaci a disposizione: superba.. Tempo: clemente.. Pranzo Pasquale: super light come si addice a questi periodi di crisi!.. Pranzo di San Angelo: nàbbuffataaaaaaa ! (Arà quando cè tornemo!!!!).. Livello dei partecipanti: DOC (tranne uno).. Inconvenienti: nessuno.. Cosa si poteva evitare: di portarsi a presso il Paolino.. Che cosa bisogna fare la prossima volta: lasciarlo a casa e portare solo Donata.. E’ tutto.. Ai compagni intervenuti e agli organizzatori tanti cari saluti.. Luis e consorte..

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  • Title: VADO ALL'EST TRA LE NUVOLE DELL’EST – ITINERANDO estate 2012
    Descriptive info: Contrariamente a questi io preferisco riportare le impressioni e i sentimenti che provo viaggiando e che, molto spesso, sono subordinati a dei semplici dettagli.. Purtroppo o per fortuna, questo dipenderà dai vostri gusti.. video.. Lo Show del Mini Club! Traiano Camper Club.. Link.. be/8fBgYJ-ER4k.. Seconda Parte.. youtube.. com/watch?v=3IAZnNs_zqk.. ;feature=share list=UUUgKJ47F4_paUHuqagI8XEQ.. Quando viaggiamo noi camperisti ci lasciamo alle spalle il tempo e pur non ringiovanendo, perché questo è impossibile, i più giovani di noi non invecchiano mentre gli anziani, rimangono tali.. Per questa ragione nessuno di noi sapeva per certo se sarebbe tornato da questo viaggio.. Per qualcuno, questo cammino intrapreso, non sarebbe finito mai.. Eravamo partiti qualche giorno prima della data prefissata ma solo con la mente, quando riassettando il mezzo avevamo eliminato da sopra le cose inutili dimenticate lì alla fine del viaggio precedente.. Poi era toccato alla meccanica: olio, filtri, freni e quant’altro.. Finiti i controlli e in previsione della partenza ormai prossima, era seguita l’impresa non facile di caricarci sopra molto più del necessario per la nostra permanenza all’estero.. Noi Italiani siamo fatti così.. Ogni volta che varchiamo i confini di casa nostra, ci portiamo appresso un po’ del suolo natio, oppure qualcosa di superfluo che lo faccia ricordare.. Ecco perché lo spazio a bordo non è mai sufficiente ma, anche se lo fosse, c’è sempre il dilemma del peso che limita le nostre ambizioni.. Parlo dei fatidici trentacinque quintali di portata complessiva che non possiamo superare per legge.. Giorni prima Michele Arancio, il nostro capo gruppo, ci aveva trasmesso il programma definitivo di questo viaggio.. Il tour, di una ventina di giorni, si sarebbe articolato tra le terre d’Austria, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia.. Per tutti gli iscritti, nove equipaggi in tutto, il ritrovo era stato fissato per il ventinove di luglio a Vipiteno.. Così è stato e, dopo esserci presentati l’uno all’altro, la mattina seguente siamo ripartiti in gruppo per raggiungere la nostra prima meta.. La comitiva era eterogenea sia per il luogo d'origine sia per l’età dei singoli partecipanti.. Tutte coppie maritate tra le quali tre, con relativi figli.. Ricordo di seguito i loro nomi e la loro provenienza in ordine sparso:.. Rosetta e Michele da Casalbore.. Luciana e Bruno da Cuneo.. Piera e Biagio da Albiate.. Donata e Paolo da Giussano.. Kathy, Emilio con le figlie Lucrezia e Ludovica da Trino Vercellese.. Alberto, Elisabetta con la figlia Lisa da Feltre.. Antonietta e Alfredo da Urbino.. Assunta, Michele con le tre figlie Martina, Ludovica e Lavinia, da San Giovanni Rotondo.. Anna Maria e Luigi da Monza.. Qualcuno dei partecipanti già lo conoscevo mentre gli altri li avrei conosciuti strada facendo.. Girovagare in compagnia, infatti, è un fattore che aumenta sensibilmente le opportunità di intrecciare nuove amicizie con tanti nostri connazionali che, viceversa, non avremmo mai visto ne conosciuto in vita nostra.. Molto singolare è anche la reciproca disponibilità che nasce spontanea durante ogni viaggio e che non guasterebbe riscontrare tra noi mortali, anche durante la vita di tutti i giorni.. (tra parentesi).. Personalmente, tramite questi viaggi organizzati, ho avuto modo di conoscere anche personaggi di grande cultura e fama internazionale.. Porto come esempio il ragioniere Paolo S.. da Giussano che, dietro l’apparenza di un attempato commercialista della bassa Brianza, nasconde una voce simile al compianto Caruso; una passione iniziata come cantore dilettante nel coro I Vusùni de Oreno e conclusasi, dopo anni di mirabili successi a capo dei i coristi Cantiamo Insieme ma Sottovoce perché Disturbiamo con sede in Canonica Lambro.. Altro personaggio di spicco, conosciuto pure lui in uno di questi frangenti, è il piccolo carrozziere Biagio d’Albiate.. I meno giovani lo ricorderanno raffigurato su molte riviste automobilistiche degli anni sessanta, a fianco del celeberrimo progettista Giugiaro.. Da qui il suo pseudonimo Il Giugiarino che solo in seguito fu modificato in modo più appropriato in Il Giugiarino, Pane, Stucco e tanto Vino.. Ovviamente scherzo.. Prego Paolo e Biagio che, come tutti gli altri personaggi sopra citati, sono stati miei graditissimi compagni in questo viaggio, di non prendersela a male.. Dunque.. quel lunedì le montagne, alle quali c’eravamo avvicinati via via strada facendo, si erano aperte al nostro passaggio in un susseguirsi di valli.. La giornata era bigia e qualche nube delle tante che transitavano nel cielo e dirette chissà dove, rimaneva appiccicata alle cime di quei monti o a mezza costa tra gli alberi, nascondendoli alla vista.. La sera di quello stesso giorno il ‘movimento’ era terminato in prossimità di un prato sul quale avevamo sistemato i nostri camper.. Il prato apparteneva al Campingplatz München-Thalkirchen Sud situato poco distante dal centro di Monaco.. Parlo di Monaco di Baviera, la città che abbiamo visitato il giorno successivo accompagnati da Nadia, una guida turistica presa a ‘noleggio’ per l’occasione.. A me gli occhi prego! Non sto parlando di una qualsiasi Nadia ma di Frau Nadia; un soggetto tutto pepe oltre la sessantina, con una bella protesi nuova di zecca nella bocca e un miscuglio di ‘rossi’ nelle vene.. Già! Padre svizzero, madre italiana, marito Lituano, etc etc.. Insomma, detto tra noi, una donna dalla ‘bacchetta’ facile che, dopo essersi dichiarata italiana a tutti gli effetti, per scongiurare da parte nostra possibili pregiudizi, ha poi concluso cercando di convincere la comitiva che economicamente i tedeschi stavano peggio di noi.. Comunque sia è poco probabile che una città o meglio ancora il suo centro, fornisca ai turisti in transito un’idea adeguata sulle condizioni economiche e sociali nelle quali versano i residenti e con questi, i loro connazionali sparsi per tutto il resto del paese.. Come questa Monaco per l’appunto, che, a discapito di quanto asseriva Nadia, definirei una metropoli un po’ snob che, risparmiata quasi per intero dai bombardamenti dell’ultima guerra, mostra al viandante belle vie con palazzi importanti e stanziali eleganti, tutti sopra il metro e ottanta d’altezza, che si mescolano a turisti di ogni dimensione, peso e provenienza.. A proposito, a Monaco mangiano tutti e a qualsiasi ora.. Noi lo abbiamo fatto seduti alla Birreria.. Hofbräuhaus che, fondata.. il 27 settembre 1589, rimane la birreria più famosa del mondo.. Uno stinco di maiale arrosto dalla cotenna gustosamente croccante e una caraffa di birra, è quello che ho ‘sbafato’ io.. Una leccornia.. Viceversa Praga è una città piena di storia, un riferimento per l’umanità.. Come tutte le città con le stesse caratteristiche, anche questa nasce dal nulla per poi crescere a dismisura in lunghezza, larghezza, importanza e, fortunatamente, in bellezza.. Praga è una città fortunata perché chi l’ha posseduta e governata nei secoli l’ha ampliata e via via riformata con gusto e uniformità.. Una città favorita dalla sorte se consideriamo come, anche Praga come Monaco, sia stata poco danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra.. In questa città siamo giunti il primo di agosto e il giorno successivo con Barbara, la nostra accompagnatrice ceca, l’abbiamo percorsa per un’intera giornata.. Una donna semplice costei, una bellezza naturale priva di trucco.. Una donna che dietro a un sorriso che non ha risparmiato a nessuno, cela ancora la paura condivisa col suo popolo durante i momenti topici della recente rivoluzione.. Sono stati momenti duri commenta lei rispondendo a una nostra domanda in proposito un periodo durante il quale l’allora Cecoslovacchia, riacquistava la propria indipendenza lottando, sia contro il Potere Rosso sia contro la sua stessa paura di esistere.. Non vorrei essere frainteso ma sotto un certo punto di vista Praga mi è parsa inadatta a questa femmina.. Lei, la città, meravigliosamente imponente, importante, eterna, sembrava contrastare col comportamento e gli occhi di Barbara.. Un comportamento fatto di modi gentili, quasi servili e i suoi occhi, poi, leggermente velati da una tristezza che, ho pensato, si disperderà negli anni a venire ma gradatamente; non nei suoi di occhi però si dileguerà quest’amarezza, ma in quelli dei figli dei suoi figli.. Il ricordo dell’oppressore che poi è paura e angoscia, infatti, è ereditario e si tramanda inconsciamente da madre a figlio.. E dunque, quando meno te lo aspetti, ecco che riappare all’improvviso anche senza una ragione e, inevitabilmente, si mostra nei modi e trabocca dagli occhi.. La giornata passata a Praga è finita galleggiando sulla Moldava.. Tutti in battello con altre imbarcazioni piene di gente.. Insieme su quelle acque poco profonde per una breve escursione che includeva la cena.. Più tardi, sempre in battello, istigati da un fisarmonicista di bordo che suonava melodie di casa nostra, abbiamo iniziato a cantare a squarciagola salutando gli altri sull’onda.. E poiché l’allegria è contagiosa quanto il morbillo anche loro, che prima ci guardavano stupiti, hanno iniziato a cantare nella loro lingua e a ricambiare i nostri saluti.. Ebbene si! Quella sera noi Italiani, in trasferta a Praga, avevamo portato in questa città millenaria e un po’ seriosa, qualcosa di tipicamente nostrano.. Parlo del sole, del caldo e di un pizzico dall’allegria e di convivialità.. Lasciata la Repubblica Ceca, siamo rientrati in Germania per visitare Berlino.. A qualcuno il nome di questa città mette ancora soggezione, ma il tempo passa e mitiga con i dolori anche i ricordi.. Solo così si spiega il perché questa città, che ai nostri padri metteva l’animo in subbuglio, ai giovani d’oggi si apre come una città tollerante, multietnica, vivibile quanto godibile sia di giorno sia di notte e contemporaneamente li attrae.. E’ il quattro di agosto quando accompagnati da una guida italiana di nome Pietro, un giovane sui trent’anni nato a Mantova, noi del Traiano Camper Club, ‘buttiamo’ l’occhio su questa città.. Non so che dire in proposito.. Forse meglio la Berlino ante guerra? Chissà! Una cosa è certa, questo enorme conglomerato urbano in continua evoluzione, risorge nel dopo guerra da un cumulo di macerie con la necessità di risolvere velocemente dei bisogni primari tra i quali, quasi certamente, non figuravano né il mio né l’altrui sollazzo.. Pietro ci spiega che Berlino è suddivisa in rioni: qua i danarosi, lontano da questi gli squattrinati, su gli studenti, giù i turchi, sotto gli americani e le solite cose di sempre a far contorno; una via famosa dove fare shopping, per esempio, o un numero esagerato di locali diurni e notturni per ogni gusto e portafogli.. Pochi, ma per ovvi motivi, i monumenti antichi.. D’obbligo sono state le visite alla Porta di Brandeburgo, al Parlamento, al Duomo e a quel che rimane del muro.. Simbolico e inquietante il monumento situato in centro a Berlino che ricorda l’olocausto.. E’ vasto, fatto di cemento.. Cemento grigio.. Blocchi di cemento grigio scuro.. Molti blocchi di cemento grigio scuro di varie dimensioni.. In mezzo, tra un blocco e l’altro, si possono anzi si devono percorrere a piedi gli stretti sentieri che fanno parte del monumento stesso.. Solo così ci si sente progressivamente inghiottiti da quel cemento grigio, scuro, freddo.. Il nulla.. Il resto, voglio dire quello che scaturisce in quel momento nell’animo di ognuno, è soggettivo.. Come Nadia, però, anche Pietro ci accenna a una Germania diversa da quella che in fondo noi Italiani s’immagina sia.. Ci parla di un paese con una percentuale di disoccupazione tra 15 e il 20% soprattutto all’est e di stipendi medi che non superano i milleduecento euro netti il mese.. Inoltre, la casa di proprietà rimane per molti tedeschi un sogno ancora da realizzare.. Boh! Penso io, probabilmente la verità è che questi europei tanto invidiati, perché oltretutto non protestano mai, usufruiscono di migliori servizi e hanno costi di sopravvivenza meno cari rispetto a nostri.. Termino il paragrafo Germania e in particolare ciò che riguarda la nostra permanenza a Berlino, ricordando sconsolato il piatto di pasta all’amatriciana che la moglie di Arancio, la signora Rosetta, ha cucinato per tutta la comitiva la sera del nostro arrivo al camping Campingplatz am Mahlower See bei Berlin 34 - di Mahlow.. Questo momento di condivisione, al quale ha partecipato tutta la comitiva, è servito per conoscerci meglio.. Ovvio! Noi Italiani, davanti a un piatto abbondante di penne al sugo e a un bicchiere di vino rosso, congediamo ì riserbi e la nostra vera essenza si mostra.. Post scriptum.. : a Berlino pranziamo in un ristorante alternativo (oggi si dice così anche se in questo caso, gli alternativi erano più altro avventori e camerieri) consigliatoci da Pietro e dove mangiamo decisamente male.. Dopo il dessert, un Paolo in grande vena creativa perché teneva ancora fame, formula la frase:.. ‘’ho pagato dieci euro per restare seduto un’ora.. Se non mi davano da mangiare, mi avrebbero fatto un favore’’.. Una citazione, questa, che vi consiglio di ricordare e di utilizzare nei medesimi frangenti perché rende l’idea perfettamente.. Con Berlino lasciamo definitivamente anche la Germania in direzione della Polonia, dove abbiamo soggiornato diversi giorni visitando per ordine: Leba, Danzica, Malbork, Varsavia, Czestochowa, Auschwits, Wiliczka e Cracovia.. Il termine generico viaggiare viaggiare per diletto, intendo dire, da sempre adito a diverse interpretazioni.. Qualcuno, per esempio, definisce con questo termine il suo soggiorno in una località differente da quella abituale.. L’estate scorsa ho viaggiato mi sento dire a volte da qualcuno sono stato a.. Ecco! Come vedete questo signore non si è espresso dicendo sono partito il giorno tal dei tali per andare a.. e, etc.. etc.. bensì sono stato a.. E’ quindi evidente che lui ricorda la sua vacanza escludendo a priori che il viaggio, inteso nel senso più stretto del significato di questa parola, e cioè il tragitto che ha compiuto per raggiungere la sua meta , abbia potuto influire in qualche modo sul suo sollazzo.. Addirittura per altri, questo tempo dedicato specificatamente al viaggio, è solo sinonimo di tempo sprecato o di fatica.. Altri ancora non si muovono da casa proprio per non dover viaggiare.. La mia opinione in proposito è radicalmente opposta perché mettendomi alla guida di un camper, è implicito che abbia preventivamente accettato l’idea di trascorrere molte ore al volante.. Pertanto, almeno nel mio caso, il viaggio acquista la medesima rilevanza del dove e del come trascorrerò il tempo che mi resta.. Un giro di parole esagerato, il mio, per cercare di convincere i più reticenti che il tempo passato viaggiando, nel mio caso seduto al volante di un camper, può dimostrarsi interessante quanto il resto.. Provare per credere.. In terra di Polonia abbiamo girovagato per circa mille chilometri ed è stato come navigare nelle acque di un mare fatto di terra.. Soprattutto dal confine italiano sino a Danzica i colori predominanti erano il verde, il marrone e l’oro.. Verde se guardavo le piante che costeggiavano le strade da entrambe le carreggiate; marrone, ma di diverse tonalità, subito di là da queste a contrassegnare enormi appezzamenti di terreni arati di recente e già pronti per la semina; oro quando  ...   e poi le cancellerò dalla memoria della mia Nikon.. Lo farò perché le immagini e i ritratti servono a noi uomini per ricordare ed io per rammentare non solo ciò che ho visto ma ciò che su quell’erba imprigionata ancora oggi dentro chilometri di filo spinato, ho immaginato fosse successo, non ne avrò assolutamente bisogno.. E ormai ciò che conta è per l‘appunto, non dimenticare.. Da Aushwitz ripartiamo alle quindici circa e ci dirigiamo verso Cracovia.. Strada facendo, ci fermiamo per visitare le antiche miniere di sale di.. Wilizcka.. Anche in questo luogo si riscontra un ulteriore quanto felice connubio tra uomini e cose.. Le cose o meglio la cosa è questa immensa cava sotterranea che pare non abbia fine con i suoi trecento chilometri di cunicoli sotterranei.. Le persone invece, sono i minatori che nel corso dei secoli l’hanno trasformata da semplice luogo di lavoro e di fatica a: dimora sotterranea, luogo di culto, museo di sculture ed infine in una meta turistica in grado ancora oggi di garantire un lavoro a tanti polacchi del luogo.. Con la guida che parla italiano, impieghiamo più di tre ore per visitarla tutta.. Bella, da vedere assolutamente.. Nel parcheggio di Wilizcka, dopo aver pranzato, scendo dal camper per gettare un sacchetto di rifiuti in un cestino situato poco distante e noto una donna che mi viene incontro.. Ci incrociamo ma a discapito di ciò che penso lei mi oltrepassa senza rivolgermi la parola e prosegue oltre.. Mentre risalgo la vedo dirigersi verso quel cestino e rovistarvi dentro.. Allora mi fermo e la osservo.. Costei è un’anziana dai capelli bianchi che mi ricorda mia nonna.. Passa da un cestino all’altro frugando all’interno.. A quel punto, anche se un po’ titubante, la chiamo in disparte e le do dei soldi che lei accetta sorridendo.. I suoi occhi sono celesti e vivaci come quelli di una ragazza.. Le orbite invece sono grinzose come la pelle del suo viso e testimoniano il tempo trascorso e probabilmente, la fatica patita.. Cracovia.. Quindici agosto ore nove.. Dal campeggio dove abbiamo trascorso la notte ci dirigiamo verso il centro città utilizzando i mezzi pubblici.. Basta un solo tram per raggiungere la famosa piazza dove in pratica abbiamo passato quasi tutta la giornata.. Ben architettato, questo immenso spiazzo è stato progettato per essere vissuto in molti.. E’ la piazza più grande d’Europa, stiamo parlando di un quadrato di duecento metri di lato che come in passato rappresenta ancora oggi il centro nevralgico della vita culturale, commerciale e pubblica della città.. Qui, in questo enorme quadrato, si trova raffigurata gran parte della Polonia che abbiamo già visto in precedenza.. I polacchi ovviamente, con la loro essenzialità e poi chiese, monumenti, tante bancarelle che vendono souvenir, carrozze trainate da cavalli che scorazzano turisti nei dintorni, piccoli ristoranti dove si può pranzare con meno di dieci euro a testa e la cronica mancanza di colori che pare contraddistinguere in modo particolare questa terra dell’est.. Già! Sono ormai diversi giorni che soggiorniamo in questi luoghi e la mancanza quasi cronica di sole comincia a farsi sentire.. Probabilmente Michele, Assunta e relativa prole più degli altri, poiché loro vivono nel Gargano sinonimo di sole e di colori.. In questo paese povero di luce invece le cose appaiono tutte uniformi e troppo anonime per la mancanza di contrasti capaci di ricalcarne e differenziarne le fattezze.. Per intenderci, questa Polonia senza un raggio di sole decente ricorda uno spartito di Chopin aperto tra le mani di un maestro in attesa di un’orchestra che suonando, trasformi le note mute appese tra i righi, in una melodia.. Domani lasceremo questo paese per visitare Budapest.. Ciao polacchi, tanti auguri per il vostro avvenire e mi raccomando.. acquistate qualche Panda.. Per raggiungere Budapest abbiamo percorso quattrocento chilometri in quasi dieci ore di viaggio.. Da queste parti il sessanta per cento delle strade sono solo provinciali che si snodano tra piccoli e grandi conglomerati urbani.. I tratti autostradali, soprattutto nella Slovacchia, si riducono a poca cosa anche perché passato il confine verso Budapest, si sale gradatamente sino a mille metri di quota.. Ridiscesi al piano, è necessario percorrere altri chilometri prima che la carreggiata ritorni a doppia corsia e ti porti sin dentro il conglomerato urbano di Budapest.. E’ stato un sussulto! Dopo tanto tempo trascorso viaggiando nel verde e nel nulla, questa città mi ha ricordato Milano nelle ore di punta e allora.. via di corsa verso il campeggio, inseguiti da una tram sulla sinistra e da un autobus sulla destra.. Terrore !.. Fortunatamente il nostro momentaneo ricovero in questa terra, è un’oasi di pace e dopo averla raggiunta, stanchezza e fame hanno il sopravvento.. La stanchezza, si sa, è un fatto personale che ognuno deve risolvere da sé ma alla fame ci pensa Rosetta che anche in quest’occasione ha cucinato per tutti un piatto favoloso di pasta al sugo con pomodori e melanzane.. Poi è notte per tutti.. E’ una necessità fisica la nostra.. Stanchi per i chilometri percorsi, l’indomani ci aspetta un’intera città da visitare.. Sono diciassette giorni che viaggiavamo insieme e la compagnia si è affiatata.. Durante il nostro girovagare non sono mancate le occasioni per scambiarci qualche confidenza che via via, ha tramutato la nostra conoscenza in qualche cosa di più prossimo all’amicizia.. Alla fine di questa vacanza, ho pensato, dispiacerà a tutti sciogliere la compagnia, ma com’è ovvio, molti di noi, chi per dovere chi per necessità, ricomincerà la vita di sempre.. Solo per qualcuno sarà diverso.. Lo sarà per Bruno e Luciana che da pensionati prolungheranno il loro errare ancora per qualche settimana.. Questa copia supera i centocinquanta anni.. Un’età che invece di diminuire la loro vitalità l’ha vivacizza a dismisura (questo a comprova che la guida di camper non pone limiti di età e se la voglia di girovagare esiste o persiste, problemi non ce ne sono).. L’Ungheria che ci ospita in questi giorni, è più ‘occidentale’ della passata Polonia, più ricca.. Sulle strade percorse per raggiungerla sono ricomparse diverse concessionarie sia di auto sia di moto.. Ci vuole poco per capire che anche la vita di tutti giorni è più cara, ma in compenso in questa terra abbiamo ritrovato un sole decente e guarda caso col sole è ricomparso pure il sorriso sulle labbra della gente.. Il giorno successivo raggiungiamo Budapest col pullman messo a disposizione da Arancio.. Questa che segue è la cronaca succinta di quella giornata.. Alle sette e trenta del mattino siamo già davanti al Parlamento, che di là da tutto il resto, contraddistingue Budapest da tutte le altre città del mondo.. Quel poco che abbiamo visto al suo interno, usufruendo di una visita guidata, ha compensato la levataccia mattutina.. Dopo il Parlamento, a piedi e in pullman, abbiamo girovagato un po’ dappertutto accompagnati da una guida assai ciarlante.. (seguita con particolare interesse da Biagio che su di un block notes annotava scrupolosamente i nomi di tutti i re d’Ungheria preceduti da quelli dei sette capi tribù).. ; prima Pest poi Buda che personalmente ho preferito.. Verso sera tutti in battello sull’acqua blu o quasi del Danubio dove i nostri occhi, che per tutto il tempo precedente avevano zumato per mettere a fuoco singoli soggetti, si sono aperti a grandangolo e in questa nuova prospettiva ci hanno regalato, di questa città imperiale, un ricordo indimenticabile.. Davvero incredibile il numero di monumenti e di costruzioni antiche e recenti che si possono osservare dal fiume mentre si passa tra le arcate dei ponti che congiungono Pest con Buda e sfiorando, ma di poco, l’Isola Margherita.. Un panorama da cartolina dove ogni costruzione trova una sua precisa collocazione architettonica per il piacere di chi passa su quella autostrada d’acqua e guarda.. Quando scendiamo dal battello le ombre che anticipano la notte hanno già scacciato il sole d’Ungheria oltre occidente e allora Budapest, per non scomparire nel nulla, si rischiara con luci artificiali.. Allora la gente per la strada, sia al di qua sia al di là dai ponti, e noi con loro, attratta da questa nuova meraviglia, la guarda, dimentica il presente e incomincia a sognare.. La giornata appena trascorsa era stata una giornata campale.. Dopo averci fiaccato in Ungheria, in terra d’Austria Michele Arancio ci fa riposare in un campeggio tra i monti.. E’ Bellissimo! Immaginate un prato verde che solo più là, diventa alpeggio e poi bosco.. Da Budapest eravamo partiti alle nove del mattino e dopo trecento chilometri di facili autostrade, eravamo giunti in quest’eremo situato a qualche decina di chilometri da Vienna.. Alberto, Elisabetta e Lisa arrivano per ultimi dopo essersi fermati a fare rifornimento.. Era l’una, giusto l’ora di pranzo.. Poi riposo per tutti, chi in branda, chi fuori all’aperto sotto il tendalino del camper.. Tutt’intorno una natura stupenda e ancora sole.. Verso sera bocche di fuoco con sopra due pentole enormi, suggeriscono alla truppa che Rosetta si appresta ancora a cucinare per tutti.. Già! Giusto lei, con un turbante nero sulla testa, regalatole da un emiro saudita all’insaputa di Michele, pulisce funghi freschi, aiutata da Antonietta, Luciana, Donata e Elisabetta.. Stasera risotto.. Questa è la penultima sera che passeremo insieme e tra di noi di riserbi ne sono rimasti pochi e quei pochi, tutti concentrati nell’animo dei più timidi che vorrebbero osare ma …! Come Martina, per esempio, un’adolescente dai capelli ramati e dagli occhi dolci che se m’incrocia mi sorride ma non parla.. Che il mio pizzetto le metta soggezione? Chissà! D’altra parte, cari miei, così è la vita! dice qualcuno.. E per fortuna! aggiungo io.. Pensate che disastro sarebbe se tutti fossero dei giovialoni come i due brianzoli che ci portiamo appresso.. Ma si dai! Parlo di Paolino (ricordate? E’ il ragioniere commercialista, lo psicologo ad honorem, il tenore polacco per genesi) e del suo amico Biagio, il magico decoratore alias Il Giugiarino pane stucco e tanto vino.. Grandiiiiiiiii !!!!!!!!!!.. Dopo cena all’aperto, un po’ di musica, qualche barzelletta, molte risate e le bambine che sotto la regia attenta di Ludovica, figlia di Assunta e Michele, ci hanno intrattenuto con un piccolo show.. Divertente oltre che sorprendente questa parentesi inattesa.. Quattro femmine in erba: Ludovica, Lucrezia, Ludovica junior e Lavinia la cui età complessiva non supera i trent’anni.. Brave!.. In disparte Martina con Lisa parlano tra di loro ma sommessamente per non farsi sentire.. E’ così che si fa quando si racconta a un’amica del proprio amore o di quello che verrà.. L’indomani, giorno diciannove agosto, si parte dal campeggio per una visita guidata a Vienna.. Una giornata rilassante anche se il caldo si è fa sentire.. Girovaghiamo comandati da due austriache bislunghe.. Una, durante la mattina, ci ha porta a vedere la reggia di.. Schönbrunn, residenza.. estiva di Francesco Giuseppe e della principessa Sissi.. La seconda, nel pomeriggio, ci ha scorazza se non per visitare, per la mancanza di tempo, almeno a vedere i monumenti e i luoghi più significativi di questa città.. Fortunatamente il nostro giro turistico è motorizzato.. Un pullman tutto nostro prenotato da Arancio, ci ha portato dal campeggio sin dentro la città e poi per le vie di questa e tutt’intorno e poi di nuovo dalla città sino al campeggio.. Vienna è una città stupenda.. Già! Spesso la smania di potere e di grandezza che dimora nell’animo dei potenti rincorre l’illusione dell’eternità proprio attraverso le opere grandiose commissionate e realizzate nel corso della propria esistenza, ma com’è giusto che sia, non solo le nostre carni ma anche le loro come i loro sfoggi, se non sapientemente custoditi e restaurati dai posteri, trovano nel tempo che passa la loro inesorabile fine.. In questa Vienna, come tutte le città nelle quali si può riconoscere una parte rilevante della nostra storia, si dovrebbe passare più tempo per visitarla.. Parlo di giorni e non di ore.. Io più degli altri perché sono distratto per natura e dopo tutte le cose che ho visto in questo viaggio, comincio a confondere le une con le altre.. Di Vienna non potrò comunque scordare la sua palese bellezza, la sua grazia e la sua imponenza ma in senso generale anche perché mi sarebbe difficile riscontrare, tra i tanti monumenti sacri e profani visti qui differenze tali da rendere uno migliore di un’altro.. Quello che ricorderò più facilmente è l’ordine e la pulizia riscontrati in questa metropoli che è attraversata in lungo e in largo da un traffico modesto (ma è domenica) e naturalmente dal Danubio.. Pure la Casa Pazza che col tempo è diventata una meta turistica alla stessa stregua dell’.. Hofburg, ricorderò.. Quali altre novità dopo Vienna? O è forse giunta l’ora dei saluti? Purtroppo è proprio così.. Questa sera subito dopo cena, ci riuniamo all’aperto per l’ultima volta per mangiare una fetta di anguria in compagnia.. Il viaggio termina qui.. Il nostro è stato un tour contraddistinto dalle nubi e da qualche pioggia ma anche da sole e da tanto verde.. Abbiamo percorso migliaia di chilometri su strade appartenenti a nazioni differenti come disuguali, per lingua e cultura, sono state le città visitate.. Intendo disuguali tra di loro ma anche dalla nostra, verso la quale ci si appresta a ritornare.. Diversi anche questi saluti di commiato da quelli scambiati alla nostra partenza.. A Vipiteno, nello stringerci la mano, avevamo abbozzato solo un timido sorriso.. In quel momento le persone che ci stavano di fronte erano degli sconosciuti che volenti o nolenti, avremmo dovuto catalogare come: simpatici, antipatici, cortesi, scortesi, disponibili, riservati e così via.. Al contrario, i sorrisi, i baci e gli abbracci scambiati quali ultimo saluto prima di lasciarci, avevano chiaramente sancito con la loro naturalezza e vigoria, che i pregi che gli uni avevano riscontrato negli altri durante la nostra convivenza, erano notevolmente superiori ai rispettivi difetti.. E nella vita, si sa, questo in fondo è ciò che conta veramente.. Il giorno dopo, sul presto, ho lasciato con Anna la compagnia e sono ripartito per ritornare in Italia passando da Tarvisio.. Bruno e Luciana ci hanno seguito sino a Verona.. E gli altri? direte voi Ma! Chi lo può dire.. Come ho già detto, qualcuno avrebbe protratto la sua vacanza di qualche giorno mentre qualcun altro l’avrebbe forse prolungata all’infinito sia per la gioia di viaggiare sia per quella di non invecchiare.. Grazie compagni di avermi sopportato per tutto questo tempo.. Un grazie particolare a Michele e Rosetta che hanno organizzato e condotto con professionalità questa vacanza.. E infine un ‘grazie mille di esistere’ anche a te mitica LaMiaPiera ma questa, che ho appena accennato, è un’altra storia che quando ne avrò il tempo vi racconterò.. Ciao, a presto.. Luis..

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  • Title: Le bellezze della Campania
    Descriptive info: Le bellezze della Campania.. 26.. 12.. 2011 partenza.. Da Monza supero Frosinone in direzione Napoli, sono le ventuno e trenta.. Dopo aver percorso più di settecento chilometri, mi fermo con Anna nell’area di sosta Casilina, dove troverò ad attenderci i nostri compagni di viaggio.. Gli stessi che stamani sono partiti precedendoci un paio d’ore.. Eccoli! Vedo i loro camper posteggiati, uno accanto all’altro, nella zona riservata ai mezzi pesanti e mi affianco.. Baci, abbracci, strette di mani.. Quelle che stringo sono le mani di Paolo, Donata, Biagio, Piera, Giorgio e Imma.. E’ solo un saluto frettoloso.. Siamo tutti stanchi per i chilometri macinati, fa freddo e il tempo che ci rimane, prima che sopraggiunga la notte, è sufficiente solo per cucinare qualcosa, cenare e riposare.. 27.. 2011 arrivo al campeggio.. Sono le tre e, nel dormiveglia, sento le voci di Paolo e di Biagio.. E’ trambusto.. Un camper si mette in moto e fa manovra.. Sogno o son desto? Mi alzo e abbasso la tendina della finestra.. Non sogno, davanti a me col motore in moto e le luci lampeggianti accese c’é un camper e accanto, un’auto ambulanza.. Ansia e trepidazione.. Quel camper è di Biagio.. Due infermieri trasportano una lettiga con sopra una donna che, qualche minuto dopo, Paolo mi conferma che è Piera, la moglie di Biagio, con forti dolori alla schiena.. Pensano si tratti di una colica renale ma, nel frattempo, l’autolettiga ha chiuso le porte e riparte con dentro Piera.. Il marito la segue col suo mezzo in direzione del vicino ospedale di Cassino.. Tra me e me stesso penso: buona fortuna donna!.. Il chiaro che segue al buio rimasto, passato insonne, ci porta buone notizie.. Paolo ha appena ricevuto una telefonata da Biagio: Piera è stata dimessa ed entrambi si stanno dirigendo verso l’area di sosta successiva a quella in cui ci troviamo e lontana da quest’ultima una quarantina di chilometri circa.. Allora ripartiamo con la speranza che l’inizio, un tantino drammatico, di questa nostra vacanza, sia solo da considerarsi un incidente di percorso.. E’ con quest’attesa che la preoccupazione per l’amica, gradatamente lascia posto alla ragione del nostro viaggio in terra campana, che poi è quella di visitare questi luoghi e di passare, con altri amici e conoscenti, tutti camperisti come noi, un fine anno in allegria.. Sono le nove passate quando, recuperato Biagio, ripartiamo per Sorrento che raggiungiamo intorno alle undici.. Lo facciamo percorrendo una litoranea dalle strade strette e sinuose, che si snodano a precipizio sul mare che inarca la costa circostante a forma di golfo.. E’ lo stesso che tutti attribuiscono a Napoli.. Noi, però, stiano sulla sponda opposta a quella partenopea, sulla penisola Sorrentina.. Più precisamente, nella tarda mattinata, siamo arrivati al campeggio, che poi è un prato ben curato e verde, per l’appunto, che si srotola sull’apice piano di una falesia, a picco su un mare di colore blu.. E’ una bella giornata di fine dicembre ma, venendo dal nord, stento a riconoscere in quel che mi circonda, l’inverno.. Le ore di luce che rimangono prima del tramonto, si trascorrono gironzolando per le strade di Sorrento in attesa della sera e del giorno successivo.. Questo Tour in terra Campana è stato organizzato dal Camper Club Traiano al cui comando, ritrovo il leggendario quanto intramontabile Michele Arancio che, con la moglie Rosetta, ho rivisto e salutato proprio qui, dopo la vacanza trascorsa insieme, questa scorsa primavera, in Sicilia.. E dunque, come consuetudine, ai cinquanta equipaggi circa che, progressivamente, si sono raggruppati con noi su questa sommità, a strapiombo sul Tirreno, toccherà di visitare città come Napoli, Salerno, Caserta e altri sollazzi.. Preciso che questa è la seconda volta consecutiva che il Traiano organizza il fine anno a Sorrento.. Per questo motivo è stato predisposto un programma parallelo a quello ufficiale, per favorire i camperisti già presenti al passato raduno.. Nelle pagine a seguire descriverò alcune delle giornate trascorse in questi posti.. Spero le gradirete.. 28.. 2011 Pietrarsa e il Vesuvio.. Sono le otto e il nostro autobus parte dal camping per Pietrarsa dove visiteremo il Museo della Ferrovia.. Ci aiutano in questo l’autista Vincenzo e, accanto a lui, il nostro ‘verbo’ che di nome fa Eugenio, per gli amici Gegè.. Sono entrambe campani doc che, per amore il primo, mentre il secondo per mestiere, oltre che per amore, durante questi giorni ci parleranno della loro terra facendo trasparire, pur senza volerlo, uno sviscerato attaccamento per questo suolo.. Oltre a questo, Vincenzo e Gegè, condividono il medesimo affetto per la buona tavola e per il tipo di dieta alimentare.. La stessa che, probabilmente, giorno dopo giorno, ha trasformato questi due simpatici ragazzi, in due ‘pezzi da novanta’.. A volte Gegè, visto di profilo, mi ricorda l’amico Paolo Somaschini nei suoi anni migliori e cioè quando praticava ancora il sumo.. Per arrivare a Pietrarsa percorriamo la litoranea e quindi l’autostrada.. Gegè è un fiume di parole che aiutano gli occhi a vedere meglio il panorama circostante, nei suoi particolari.. Il mare che sta sotto di noi, per esempio, dove alcuni pescatori, con piccole barche da sottoriva, praticano ancora l’antica arte della pesca a vista.. Poi c’è la costa frastagliata che fa da contorno e attira la nostra attenzione e sullo sfondo il Vesuvio e una Napoli che sorniona, pare aspetti solo la giusta inclinazione dei raggi del sole, per specchiarsi per intero nel suo golfo.. E’ veramente arduo seguire Eugenio nella sua incessante esternazione.. Per rimanere in tema marinaresco ma anche culinario, visto il soggetto, immaginate un plateau colmo non di ostriche ma di date, di riferimenti storici, di attinenze geografiche, di dicerie popolari e chi ne ha più ne metta.. Una veemenza, la sua, che non cessa neppure quando, imboccata l’autostrada, ci racconta dei sobborghi partenopei che precedono Pietrarsa e anche quando arriviamo al museo.. parla e la sua parola si estende sin dentro il museo e oltre.. Gegè ha ragione.. Visitando il Museo Nazionale Ferroviario è impossibile non porsi due specifiche domande che sono: per quale motivo un’esposizione permanente e sempre fruibile come questa, non è adeguatamente pubblicizzata sia a scopo didattico che turistico? Per quale motivo una zona già molto industrializzata nel lontano milleottocentoquaranta, è stata poi abbandonata per portare altrove quest’attività? In attesa che qualcuno risponda a questi quesiti cercate almeno di non dimenticare le domande e, mi raccomando, se venite in Campania andate a visitare questa esposizione.. I treni che troverete, da quelli a vapore con i relativi tender, agli altri più recenti, meritano la più grande attenzione.. A mezzodì si fa sosta presso l’Azienda Agricola nel parco nazionale del Vesuvio, dove si pranza.. Il mio personale apprezzamento va soprattutto alla pasta col sugo che si è dimostrata, nella sua semplicità, veramente notevole.. Dopo aver mangiato, si cerca di salire il più possibile nei pressi del cratere del Vesuvio ma senza successo.. La strada non è percorribile a causa del ghiaccio che lastrica la parte più alta della carreggiata e, di conseguenza, dobbiamo accontentarci di fotografare il dragone da una certa distanza.. Verso le diciotto, si rientra in campeggio.. Dopo cena Vincenzo ci scarrozza nuovamente sino a Sorrento, per assistere a uno spettacolo musicale di canzoni e melodie napoletane, organizzato appositamente per noi.. Musicanti, ballerini, cantanti, un tenore e un soprano, formano un gruppo eterogeneo per sesso, per timbro di voci e per età.. Bravi ma anche coinvolgenti.. Nella melodia di certe canzoni come nel ritmo di altre, percepisco qualcosa di particolare, quasi di atavico, ma non chiedetemi cos’è perché non saprei rispondere.. E’ la stessa sensazione che provo quando, dopo un inverno gelido, scorgo tra i passeri, nel cielo, una rondine e allora mi dico: è primavera.. 29.. 2011 - napoli.. Credo che tutti gli italiani, non partenopei, abbiano una loro  ...   ci si sente subito avvolti, coccolati e dentro il quale ci si disperde come Alice nel Paese delle Meraviglie.. Anche noi ci disperdiamo.. Col naso all’insù percorriamo strade e vie secondarie e, approfittando delle tante bancarelle che vendono generi alimentari, ceniamo.. Poi, inesorabilmente, anche questa giornata finisce.. Salendo sul pullman per ritornare al campeggio mi chiedo: chissà se il mare di Salerno ha lo stesso colore di quello visto a Napoli.. Già! In questa notte di fine anno lui è lì, alla nostra destra, ma non si vede.. Nero come la pece attende il sole dell’indomani, per ritornare a luccicare.. 31.. 2011 - 01.. 2012 la fine e l’inizio.. Questa giornata, come quella che seguirà, non ha uno specifico programma prestabilito.. Ciò significa che i partecipanti al raduno sono liberi di fare del loro tempo ciò che vogliono.. E, in pratica, è quello che facciamo noi, ritornando a visitare la cittadina di Sorrento, gironzolando tra le vie del centro e i negozi, curiosando, acquistando ricordi, cercando così di occupare le poche ore che ancora rimangono, prima dell’inizio della cena che l’organizzazione ha predisposto per noi camperisti presso il ristorante del campeggio.. Per inciso, quando dico noi, intendo il sottoscritto, Paolo, Donata, Biagio, Piera, Giorgio, Imma ma anche Roberto e Carla, che risiedono nel modenese e che, a loro discapito, hanno accettato di buon grado di aderire al nostro gruppo.. Evidenzio di buon grado, perché condividere del tempo con delle persone come noi, parlo in particolare di Paolo, Biagio e me, significa accettare una dialettica verace, timbri di voci che spesso salgono sopra il livello di guardia, tanto da intimorire compagni e passanti, accettare qualche sfottò e altre amenità del genere.. Non fraintendetemi però perché noi, come spero gli altri presenti a questo raduno, ci sentiamo tutti parte integrante di questa comunità improvvisata di camperisti che sostano al camping e ogni occasione è buona per socializzare e conoscere gente nuova.. 2011 e 1.. 1.. Queste date, oltre ad essere il titolo di questo capoverso, rappresentano due icone che caratterizzano la fine e l’inizio di ogni nuovo anno.. Altre due immagini espressive di questi momenti sono sicuramente il cenone, che da seduti, consumando cibo in compagnia, da modo di attendere la fatidica ora quando, col bicchiere alzato saluteremo l’arrivo del nuovo anno.. Per ultimo c’è l’aspetto personale della riflessione che, ognuno di noi, impronta sulla propria vita anche in considerazione del fatto che l’anno trascorso sta finendo e, purtroppo o per fortuna, non tornerà mai più.. Ecco quindi perché 31.. 2012 sono date strettamente attinenti una all’altra, perché volenti o nolenti, sanciscono molteplici riflessioni, come dicevo prima, sia sul vecchio come sul nuovo.. Sul vecchio anno per riflettere, soprattutto per noi che, pur non essendo anziani, abbiamo però una certa età.. Valutazioni sulla vita trascorsa, sulle cose fatte, quelle non fatte, quelle che avremmo potuto fare, i rammarichi, le tristezze ma anche le gioie di una vita che, almeno per quanto mi riguarda, mi sembra sia trascorsa in un baleno.. Viceversa, in previsione del nuovo anno che incede, ecco affiorare nelle riflessioni che faremo i proponimenti su quello che, invece, faremo o non faremo più, per aumentare le nostre gioie a discapito dei dolori.. Ma non voglio tediarvi oltre e quindi a tutti voi, amici cari, un buon anno e di cuore.. 2002 capri.. Dopo un giorno di completo relax, stamani sosto col mio gruppo sotto il Grand Hotel Excelsior di Sorrento.. Alzando lo sguardo, vedo il terrazzo dal quale il mitico Caruso si affacciava verso sera.. Dopo aver ripudiato Napoli, per i motivi che sappiamo, è qui che soggiornava l’artista quando rientrava in Italia tra una tournee e l’altra oltre oceano.. Si affacciava, guardava il panorama antistante e cantava.. Così almeno dice Gegè che ci racconta pure di un pescatore che, quasi ogni sera, veniva da Napoli a Sorrento in barca a remi, per sentire quella voce vibrare a distanza.. Sono le nove e dieci minuti.. E’ ora d’imbarcarci sul battello che, in circa mezz’ora, ci porterà sull’isola.. Capri, Anacapri, Marina Grande, Marina Piccola sono le parti di questa terra, dove mettiamo piede in una giornata dal cielo grigio perché il vento, lo stesso che, ora, ci spira addosso facendoci rabbrividire, l’ha velato durante la notte, con un leggero strato di nubi biancastre ma, fortunatamente, non piove.. Dalla capacità del porto, pur sempre turistico, e dalla capienza dei battelli che vi fanno rotta, si può immaginare il numero delle persone che ogni anno, vengono in questo luogo a passare le vacanze o, semplicemente, a curiosare.. Dal battello, sopraggiungendo, mi sono fatto un’idea di questa parte di Campania che sta immersa nell’acqua del golfo con Ischia e Procida.. Ora ci sto sopra e la calpesto.. Io che calpesto Capri, una leggenda.. Coste frastagliate sopra e sotto il mare.. Di sotto, in aggiunta alle famose grotte, immagino anfratti e caverne ricche di pesci e relitti mentre sopra, sono bastioni naturali contro il tormento del vento, del mare mosso e dell’uragano che, a un tratto, si sprigionano e costringe i capresi in case, celate dietro quelle rocce, per paura di essere risucchiate dalle onde e sparire nel nulla.. Scusate, sono solo fantasie !.. Identiche al cielo sono le strade di questa Capri odierna, una Capri che non decolla.. Il palcoscenico è grandioso ma il sole, il tecnico delle luci, è sfuggente.. Anche le comparse, i milioni di turisti che ogni anno percorrono queste vie e danno movimento all’insieme.. fantasmi.. Giusto qualche passante e noi, con loro, che passeggiamo per queste strade semi deserte, dove molti negozi si occultano dietro vetrine sbarrate da saracinesche calate sul passeggio e allora, più che guardare, non ci resta che immaginare.. Questo luogo è incantato, però, e non si può mai dire.. Pranzato ad Anacarpi e ridiscesi a Capri col pulmino, infatti, mentre a piedi raggiungiamo Marina Grande, inseguendo Gegè che profetizza, il cielo si spazza e, finalmente, i raggi del sole ci raggiungono intiepidendo con l’aria, che prende subito un sentore di primavera, le cose attorno e noi.. Eccoli dunque i colori di Capri, riemergere dal nulla sotto un cielo che si è fatto azzurro e, momento dopo momento, ridona a questa terra, bigia poco prima, quel sexappeal che ha incantato e incanta noi poveri uomini ma anche uomini di stato, reali, artisti e vanesi danarosi tra cui qualche imbecille che qui, viene solo perché è di moda.. L’apice si raggiunge una volta arrivati al belvedere perché proprio in questo luogo, l’occhio di noi tutti ciondola sull’infinito, passando dalla terra al mare e viceversa, tra una bellezza e l’altra.. Poi, proprio come un pendolo, lo sguardo rallenta la sua corsa sino a fermarsi là, sui faraglioni che, con la grotta azzurra, caratterizzano questa terra in tutto il mondo.. Spettacolo.. Isola di Capri, smack ! Difficile da dimenticare.. Poi, alle sedici e venti, riprendiamo il traghetto e ritorniamo a Sorrento e quindi al camping.. Questo è purtroppo il nostro ultimo giorno di scorribande, domani si rincasa.. 2012 il ritorno.. Come siamo venuti, ce ne andiamo.. Singolarmente o a gruppi.. Ciao camping, arrivederci.. Non è possibile salutare tutti ma poco importa, in fondo noi siamo camperisti e, prima o poi, sicuramente ci rivedremo se non qui, sarà là, oppure su ma anche giù.. Io faccio gruppo con Paolo, Donata, Biagio e Piera, i lombardi.. Arrivederci gente, alla prossima.. Grazie Michele e Rosetta per l’organizzazione eccellente.. Grazie Signore per le belle giornate che ci hai regalato.. Grazie a tutti gli amici per la loro disponibilità.. Grazie Paolino per le brioche calde che ogni mattina ci portavi, puntuale come un Rolex, sin sulla porta del camper (ricordate gente: BrioKe, Brioke fresche ! Brioke calde.. yes, era proprio lui, il nostro Paolo da Giussano l’ex lottatore di sumo).. Luigi..

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  • Title: Inghilterra-Scozia-Irlanda
    Descriptive info: i.. l.. Hippy Hippy urrà!! Hippy Hippy urrà!!.. Hippy Hippy urrà!! si conclude così il gran tour che Traiano Club Club di Michele Arancio ha organizzato per i suoi soci questa estate attraversando in lungo ed in largo l'Inghilterra, la Scozia, l'Irlanda del Nord, l'Irlanda, il Galles e Londra come sempre.. I partecipanti sono stati toccati dalle cattedrali di Ely, Durham e Canterbury, i tre luoghi sacri e di pellegrinaggio di tutta l'Inghilterra, hanno potuto gustare il miglior “fish and chips” di tutta la Gran Bretagna nella cittadina di pescatori di Whitby sul Mar del Nord ed essere presi dal silenzio del villaggio di Tyndrum, importante crocevia delle Highlands scozzesi e dell'Isola di Mull con la vicina Iona, la sacra isola e culla del Cristianesimo in Scozia.. E poi l'Irlanda, con il selciato del Gigante, la conflittuale Belfast, le movimentate e divertenti notti attraverso i pub di Dublino bagnate dalla Guinness, la famosa birra scura e riscaldati dai canti e suoni tradizionali irlandesi, i fiordi del Connemara, le scogliere di Moer e della Dingle Peninsula, i laghi ed i panorami del Ring of Kerry, i pranzi negli storici pub irlandesi, le spianate verdi  ...   la sorpresa di Cardiff, che si è presentata “ben messa” oltre le aspettative, e l'esperienza provata scendendo nella miniera di carbone a 90 metri sotto terra, ha emozionato tutti , in una storia vissuta fino ad “ieri”.. I trasferimenti da un campeggio all'altro, organizzati per essere anche escursioni, attraverso piccoli e caratteristici villaggi, con soste per farci sentire “locali”.. Ed infine, la storica SS.. Great Britain - il famoso transatlantico di Brunel -, i segreti di Stonehenge, Windsor Castle, Hampton Court Palace, Leeds Castle, London by night, travolti dalle luci e dalla spettacolare ed emozionante “vita” di una città che non si ferma mai e “umbriacati” dalla birra al pub di Sharlock Holmes, la passione e la storia del ns Tullio, il fedele accompagnatore di Michele nelle terre di lingua anglosassone, le serate di Rosetta, la moglie di Michele, la calma, la generosità e la disponibilità di Emilio – che organizzazione!!!.. E che gruppo!!! magnifico, unito, gioioso, mitico, grande!!!.. Grazie a Michele, ci hai dato emozioni che non credevamo di provare e che vorremmo riprovare nelle tue proposte del prossimo anno che ci hai già anticipato, ma che non riteniamo onesto “rivelare” qui..

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